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Douglas Preston


Leggere,
secondo Douglas Preston

a cura di Marinella Zetti


D. Nel suo famoso Decalogo, al terzo posto, Daniel Pennac sancisce il diritto del lettore a “non finire il libro” : tu hai seguito questo consiglio? Se sì, con quale libro e perché?
R. Sì, tante volte non ho finito di leggere un libro. Ad esempio, ho interrotto la lettura del famoso Codice da Vinci. Ho smesso di leggerlo quando lo scrittore ha descritto il protagonista definendolo "come Harrison Ford" e basta (...) 

Questa semplificazione mi ha profondamente disturbato: per me è incredibile che lo scrittore non sia in grado di descrivere il suo protagonista! Trovo difficile leggere un libro quando non ho rispetto per l'intelligenza dello scrittore. Purtroppo, di scrittori e di libri così ce ne sono tanti.
Dopo aver dato una risposta seria e attinente, mi diverto a rispondere alla domanda anche dal punto di vista dello scrittore: in un certo senso, non ho mai finito un libro. 
I miei libri rimangono sempre “quasi finiti”, imperfetti. Io sono come gli indiani Navajo, che credono che non si puo' mai fare una tessitura perfetta, e percio' la mettono deliberatamente almeno un difetto. Se io scrivessi un libro perfetto, avrei paura di non poter scrivere un'altro, avrei paura che la mia carriera sarebbe finita.



D. Qual è il libro che più hai amato? 
R. Per uno scrittore i libri come sono i figli, e' molto difficile decidere quali sono i preferiti. Se devo decidere, scelgo "La Stanza degli Orrori" (in inglese The Cabinet of Curiosities), o l’ultimo, Dolci colline di sangue (in inglese The Monster of Florence) quello dedicato alla catena di omicidi in Toscana. 



D. Cosa cerchi in un libro? Cosa attira di più la tua attenzione: la copertina, il titolo, l’autore, la bandella con la storia?
R. Cerco un libro che racconta una storia forte, che ha una trama decisa, interessante, e emozionante. Cerco personaggi veri e complessi e un ambiente ben realizzato. Cerco un linguaggio che canta. La cosa che attira di piu' la mia attenzione e l'autore (naturalmente).

 


Chi è Douglas Preston:
Douglas Preston è un autore di thriller famoso e apprezzato, il suo sodalizio letterario con Lincoln Child ha prodotto una fortunata serie di bestseller pubblicati in Italia da Sonzogno; inoltre, in collaborazione con Mario Spezi, ha scritto Dolci Colline di sangue (Sonzogno, 2006), un romanzo/indagine sulla vicenda del Mostro di Firenze.
Ma Doug è essenzialmente una persona ironica e spiritosa, un esempio? La sua capacità di trasformare una biografia in un “racconto breve” scritto espressamente per LeggereonlineNews e che noi vi proponiamo integralmente prima delle consuete tre domande.
Douglas Preston è nato a Cambridge, Massachusetts, nel 1956 ed è cresciuto nella mortalmente noiosa periferia di Wellesley. Dopo una discutibile carriera in una scuola materna privata - da dove fu quasi subito espulso - proseguì gli studi presso la Cambridge School, una scuola pubblica di Weston. I più importanti eventi di questo periodo sono la perdita della punta di un dito a tre anni, mentre andava in bicicletta, la perdita di due denti a causa di un pugno infertogli dal fratello Richard e varie ossa rotte... sempre a causa del fratello Richard. (Anche Richard iniziò a scrivere, pubblicando romanzi come Area di contagio e Il giorno del cobra, titoli che la raccontano lunga su come poteva essere crescere con lui come fratello maggiore.)
Mentre crescevano, Doug, Richard e il loro fratello più piccolo David portarono il caos nella quieta periferia di Wellesley, terrorizzando i nativi con razzi fatti in casa e attrezzi incendiari ordinati utilizzando i coupon presenti sui fumetti o realizzando combustibile con il piccolo chimico. Con un amico riuscirono a far volare un razzo fino alla piazza di Wellesley... il razzo ebbe un malfunzionamento e quasi uccise un uomo sul suo tagliaerba. Divennero celebrità locali, apparendo spesso nella sezione dedicata alla Polizia sul giornale locale, il "The Wellesley Townsman". E' un miracolo che siano sopravvissuti alla loro infanzia.
Dopo essere stato inesplicabilmente rifiutato dalla Stanford University, Preston si iscrisse al Pomona College di Claremont, California, dove studiò matematica, biologia, fisica, antropologia, chimica, geologia e astronomia.... prima di dedicarsi alla letteratura inglese. Dopo il diploma iniziò una carriera nel museo di Storia Naturale di New York come editore, scrittore e, a volte, direttore delle pubblicazioni. Otto anni trascorsi al Museo si concretizzarono nel romanzo Dinosaurs in the Attic, romanzo che ebbe come editori l'astro nascente della St. Martin's Press: Lincoln Child. Durante questo periodo Preston fece fare a Child un giro notturno per il museo e, nella sala dei dinosauri, sotto lo sguardo minaccioso di un T Rex, Child si rivolse a Preston dicendo: "Questo sarebbe un perfetto scenario per una thriller!" Quel thriller sarebbe stato, ovviamente Relic (da cui è stato tratto l’omonimo film ndr)

 

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