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Leggere, secondo Sergio Bertoni

 

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Ha iniziato a leggere da piccolo e non ha mai smesso.
 Non ha terminato l’Ulisse ma non si è ancora arreso. Considera gli e-book una grande opportunità offerta dalla tecnologia.







 

D. Quando vuoi rilassarti preferisci: guardare la televisione, andare al cinema o leggere un libro?
R. La lettura mi ha sempre affascinato, fin da piccolissimo, forse perché in famiglia si leggeva molto o forse perché riuscivo ad immergermi in quei mondi sconosciuti evocati dai libri, che mi estraniavano dalla triste e pericolosa realtà che mi circondava. Si era in guerra, e le sirene di allarme e la distruzione dei bombardamenti erano il nostro pane quotidiano. Un tempo il cinema mi piaceva molto, ora non più, e anche la televisione, della quale seguo prevalentemente i telegiornali, risulta tutt’altro che rilassante. Un buon libro è sempre il mio rifugio migliore.


D. Dove leggi abitualmente: in poltrona, a letto, alla scrivania? Se potessi scegliere, quale sarebbe il tuo luogo ideale per la lettura?
R. Mi piacerebbe una comoda poltrona, situata sulla veranda di una piccola casa che si affaccia su di un lago, circondata da alberi e isolata dal mondo. Sfortunatamente posso recarmici solo con la fantasia, e quindi mi accontento di avere maggiore spazio per le mie letture quando sono a letto, in attesa di un sonno, che, se il libro è interessante, arriva molto ma molto tardi.


D. Nel suo famoso Decalogo, al terzo posto, Daniel Pennac sancisce il diritto del lettore a “non finire il libro”: tu hai seguito questo consiglio? Se sì, con quale libro e perché?
R. Sono curioso e testardo, è molto difficile che non riesca a terminare un libro, mi è capitato spesso che ad un inizio, apparentemente noioso e poco interessante, seguisse una vicenda ricca di fascino, di interesse, e di colpi di scena. Purtroppo c’è davvero un libro che ho iniziato e non sono mai riuscito a terminare, e tra l’altro pare sia universalmente riconosciuto come uno dei capolavori della letteratura: si tratta dell’Ulisse di James Joyce, tuttavia non mi arrendo, e prima o poi mi riprometto di riprendere a leggerlo.


D. Qual è il libro -o i libri- che più hai amato? E quello o quelli che si sono rivelati una delusione?
R. Sono tendenzialmente onnivoro, leggo libri quasi di ogni genere: alcuni sono per svago o per evasione ma molti altri sono stati di grande interesse e di notevole arricchimento personale. Sono veramente impossibilitato e in grande difficoltà a individuare un libro che mi sia piaciuto più di tutti gli altri. Ne ho letti a centinaia. Preferisco citare qualcuno degli autori che più mi vengono in mente in questo momento:: Mark Twain, Carlo Cassola, Dino Buzzati, Isaac Asimov, Gabriel Marquez, Emile Zola, George Amado e, perché no, Dmitrij Merežkovski, che con la sua trilogia ebbe notevole influenza nella mia fanciullezza, insieme con Edmondo De Amicis (ma ormai chi legge più Cuore) e Giulio Verne. Indimenticabili poi la serie di libri di John Steinbeck, un grande premio Nobel oggi praticamente purtroppo quasi sconosciuto, e le opere satiriche di William Thackeray. Se proprio, sia pure a malincuore, devo citare un libro che mi ha deluso, allora dirò che dopo l’interessantissimo Il nome della rosa, del grande Umberto Eco, sono rimasto molto perplesso del suo romanzo successivo Il pendolo di Foucault, forse anche per mia incapacità di comprenderne appieno il significato.


D. Cosa cerchi in un libro? Cosa attira di più la tua attenzione: la copertina, il titolo, l’autore, la bandella con la storia?
R. Una bella copertina può certamente captare la mia attenzione, ma non determinare la mia scelta. L’autore, se interessante e ben conosciuto è sicuramente la principale attrazione, ma forse la cosa più importante è la sinossi, con la sintesi dell’argomento trattato che deve essere di mio interesse.


D. Quale argomento ti appassiona e, secondo te, viene poco considerato dagli editori italiani?
R. Tutto ciò che riguarda la società, l’uomo, i suoi infiniti problemi, e la continua ricerca di voler individuare ciò che ci appaga, insieme con l’infinito mistero del trascendente, sono per me argomento di grande interesse al quale solo lo studio approfondito della storia può sforzarsi, quasi sempre senza risultato, di dare una risposta. Quanto agli argomenti oggi trattati dagli editori italiani, temo che il loro unico interesse sia solo quello del profitto e quindi che la principale produzione libraria riguardi essenzialmente gli scritti, prodotti in notevole misura, da personaggi noti non per la loro competenza o bravura letteraria, ma per la notorietà ottenuta presso il pubblico in quanto esponenti della politica, dello sport, o di qualsiasi altra attività che abbia messo in luce il loro nome. A parte questi, e pochissime altre eccezioni, gli unici autori di rilievo trattati dagli editori italiani, sono gli scrittori stranieri, prevalentemente anglosassoni, purché di grande successo internazionale.


D. Cosa pensi degli e-book e più in generale dell’editoria digitale?
R. Sono la valida e interessante alternativa che la tecnologia moderna offre oggi a chiunque, per dargli la possibilità di dimostrare se egli si sia veramente in grado di offrire al mondo dei romanzi o dei racconti interessanti e innovativi. Spesso mi chiedo quanti capolavori, prodotti dall’intelligenza umana, in particolare quanti meravigliosi componimenti poetici siano, purtroppo, scomparsi nel nulla e nell’oblio per l’incapacità o per l’insipienza degli editori o delle persone che erano state incaricate di segnalarli.


D. E infine, li utilizzi? Secondo te, quali sono i loro pregi e i loro difetti?
R. Personalmente utilizzo sia l’e-book sia il libro cartaceo. Ritengo che il libro elettronico sia un moderno e straordinario mezzo che consentirà di espandere enormemente la possibilità di accedere ad una quantità immensa di testi di ogni genere, da quelli scientifici, alla saggistica, e ad altre e più varie forme di letteratura, ivi compresa la più negletta e trascurata, ma tuttavia più armoniosa e delicata forma di scrittura che si concretizza nel componimento poetico. Altro pregio: il basso costo, la possibilità di accesso immediato alla lettura, e quella di contenere in un piccolissimo ingombro una biblioteca intera. Un possibile difetto fondamentale, al quale sarà estremamente difficile trovare rimedio, è la necessità di dover potere accedere, ovunque e in ogni luogo, all’energia occorrente per caricare le batterie dell’e-reader, e l’esigenza, in molti casi, di poter stabilire un collegamento conla rete Internet. Altrodifetto, al quale credo che prima o poi si potrà trovare una soluzione, è la mancanza di numerazione delle pagine, e la possibilità di sfogliarle velocemente come si potrebbe fare con un libro cartaceo.
Ciò che l’e-book non potrà mai fare, è il preziosissimo dono che mi è stato recentemente fatto da un amico, di una rarissima perfetta riproduzione del Dialogo di Galileo Galilei sopra i due massimi sistemi effettuata per conto del Ministero dell’Università e della ricerca scientifica, e riguardante l’opera pubblicata nel 1632 per sostenere la concezione copernicana dell’universo.




Chi è Sergio Bertoni
Nato a Roma nel lontano 1935, ha vissuto la sua fanciullezza a Padova, subendo, con la sua famiglia, il terribile periodo della guerra e sopravvivendo a otto bombardamenti.
Conserva di quel periodo un ricordo vivissimo di cui si trova traccia in alcuni suoi racconti. 
Precocissimo il suo interesse per la lettura; a soli otto anni già divorava di notte, al lume di una candela, tutti i libri della biblioteca paterna, comprese opere, non proprio leggère, come Guerra e Pace di Lev Tolstoj o la trilogia La nascita, La morte e La Resurrezione degli Dei di Dimitri Mereskovskij. 
Trasferitosi in seguito prima a Reggio di Calabria, e poi a Messina, si è definitivamente stabilito a Napoli, che è diventata la sua città adottiva, nel 1961. 
Laureatosi in lingue e letterature moderne a Milano, con una tesi di ricerca su di un testo di George Bernard Shaw, ha ora finalmente, dopo una vita di lavoro in una delle più grandi aziende italiane, tutto il tempo necessario per dedicarsi alle grandi passioni della sua vita: la lettura e la scrittura. Ha pubblicato diversi e-book su Amazon tra cui un bestseller fantastorico: Cleoth e Arkh.

Chi desidera conoscere meglio Sergio Bertoni può visitare il suo blog, la sua pagina Facebook oppure leggere l’articolo a lui dedicato nello spazio riservato ai Self-Publisher.

 

 

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