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Un Self... per tutti i gusti



Un Self Publisher a 360°, dal racconto al saggio,
passando per il romanzo storico e il mistery

 

 

«Ogni opera artistica ci comunica una interpretazione del mondo e della vita che è sempre connessa con la realtà sociale esistente nel momento storico in cui l’opera stessa è stata concepita.

Analizzare un’opera d’arte, qualunque essa sia, vuol quindi dire effettuare un processo di storicizzazione, ossia conoscerne il clima storico culturale che ha caratterizzato, e improntato di sé, la vita e il mondo spirituale dell’artista, percepire la trama ideativa più intima e profonda, talvolta inconscia, della sua opera e decifrare i complessi segni connotativi che trovano la loro origine in una prospettiva culturale che ha un suo preciso radicamento epocale.

Dalla nascita alla morte, l’uomo vive come membro di una società e ne subisce la costante, condizionante e pervasiva influenza. Ogni tipo di società, in qualsiasi epoca, presenta la caratteristica di essere una collettività organizzata di soggetti interagenti che tendono a condividere credenze, comportamenti e modalità di azione, e i cui modi di essere si estrinsecano secondo una serie di convenzioni.

Per quanto una società possa ritenere di essere rispettosa della dimensione umana singola, è inevitabile che il processo di “incorporazione” attraverso il quale l’individuo entra a far parte della comunità, comprenda importanti componenti di destrutturazione della identificazione di sé e debba quindi essere considerato come un vero e proprio condizionamento.

I rapporti tra personalità e sistema sociale sono pertanto un perenne conflitto tra il comportamento interiorizzato, vale a dire la personalità, e il comportamento prescritto, vale a dire il sistema sociale. Questo incontro/scontro viene definito da alcuni sociologi come azione formativa ininterrotta e pressante, esercitata dalla organizzazione esterna sulla personalità individuale allo scopo di renderla più congruente al ruolo che deve svolgere
[tratto da La crisi delle certezze e dei canoni comportamentali in “Candida”di George Bernard Shaw, di Sergio Bertoni]


 

Basterebbe questa citazione per comprendere il valore del suo autore. Sergio Bertoni

In neanche mezza pagina, difatti, Sergio Bertoni riesce a consegnarci non solo le ragioni personali della scrittura di questo suo saggio su Candida di George Bernard Shaw, ma soprattutto egli ci regala, a costo zero, la sua interpretazione della vita e di quell’aspetto, oggi tanto svalutato, che ha nome Cultura.

 Non ho la più pallida idea di come abbia condotto la sua esistenza Bertoni, quale attività lavorativa abbia svolto. Non mi è mai capitato di chiederglielo, e forse poi non è neppure così importante.

 Ma è certo che scorrendo la sua bibliografia ci si avventura in una produzione molto vasta per immaginarla soltanto come un hobby. Opere di narrativa, romanzi e racconti, scritti satirici e ora questo, un saggio su una particolare opera scritta per il teatro inglese dell’ultimo ventennio dell’Ottocento e mandata in scena proprio a ridosso del nuovo secolo.

 C’è da chiedersi, e immagino voi lo stiate già facendo, cosa può esserci da dire ancora -oggi- su un’opera teatrale così “antica”…

 C’è, c’è… e la ragione, se volete, è proprio nel titolo del saggio di Sergio Bertoni che recita: La crisi delle certezze e dei canoni comportamentali in “Candida”di George Bernard Shaw.

 Ma questo titolo siamo certi che si riferisca proprio e soltanto all’opera teatrale dell’autore irlandese? La definizione di quello stato - crisi delle certezze e dei canoni comportamentali – sembra, invece, calzare perfettamente come descrizione di questo nostro tempo, qualcosa più di un secolo dopo di quello nel quale Candida è stato scritto…

 Ma il saggio che abbiamo in mano ha molti altri pregi, stilistici e contenutistici. Prende il lettore comune e per mano, senza alcuno sforzo apparente, lo conduce nell’Inghilterra vittoriana, gliela racconta con la stessa lieve prosa che potrebbe usare un narratore, e gliela fa conoscere, sia da un punto di vista storico-politico sia sociologico.

 Non avete mai letto l’opera di Shaw né vi è capitato di vederla a teatro? Non importa, dopo aver camminato tra i personaggi, i loro caratteri e ciò che devono rappresentare, non solo voi conoscerete Candida più che in originale, ma vi saranno rivelati particolari inediti, non solo della commedia e del suo autore, ma anche dell’irresistibile “commedia umana” che ogni giorno oggi, come ieri, anche noi siamo chiamati a mettere in scena.

 Ma Sergio Bertoni, questo autore colto e appartato, ha in serbo per chi ama leggere, per chi è curioso di conoscere e di frequentare nuove regioni una gamma molto ampia di scritture. Verrebbe da chiamarle note, perché mi viene spontaneo immaginarlo alle prese con uno spartito, sul quale, ad ogni libro, egli sceglie nuovi strumenti e accordi inediti, almeno per lui.

 È come se la sua produzione nasca, per prima cosa, da un suo desiderio di conoscenza posto in un parallelo simmetrico a un evidente desiderio di misurare se stesso con prove sempre nuove.

 Così aprendo le pagine di Bertoni, si accede ad altri mondi, i più differenti, ma tutti infusi di una costante: la vittoria del bene sul male. Anche al di là del tempo e dello spazio, quando il “pareggio dei conti” parrebbe un impossibile onirico, il bene riesce a cancellare il male portato a un innocente. Qualcosa che un po’ rammenta la “provvidenza” di manzoniana memoria.

 Cos’è poi il “bene” e cos’è il “male” per il nostro autore, non avete che da scoprirlo leggendolo.

 Io dopo il saggio su “Candida”, mi sono goduta L'Anatema di Tihuta un racconto che si snoda dal lontano 1400 agli anni Settanta, in un luogo remoto ma affascinante a due passi dai Carpazi dove si ha la ventura di incontrare il celebre Vlad l’impalatore (che così bene ispirò Bram Stoker per il suo Dracula) ma anche un moderno assassino seriale…

 Preferite storie ambientate ancor più nel passato, ad esempio nell’Antico Egitto? Per voi Sergio Bertoni ha scritto la vicenda di Cleoth e Arkh, ambientata appunto nella splendida Alessandria, la città ove aveva sede la leggendaria Biblioteca che raccoglieva tutto lo scibile dell’umanità.

 Ma vi è poi la sottile ironia di Paride Passacantando o la satira pungente di Pasquinate Romanesche, e poi i numerosi racconti, singoli o in raccolte… Insomma, non avete che da iniziare, e si sa che: l’appetito vien mangiando!

 F.P.M.
 

 

 

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4 chiacchiere con l'autore

 

In questa pagina dedicata a uno dei Self Publisher che più stimo, non troverete la consueta intervista. Perché? Perché, quando proposi a Sergio la partecipazione a questa rubrica (era il 29 settembre c.a.) egli mi rispose che preferiva lasciare spazio ad autori più giovani e … E questo gesto davvero altruistico gli ha guadagnato questo spazio, of course.

Se volete scambiare 4 chiacchiere con lui, non avete che da contattarlo direttamente, quando gli impegni lo lasciano respirare è sempre molto disponibile al colloquio e allo scambio.
Ad esempio, su Facebook →


In alternativa, potete visitare dal suo Blog: → Memorie, Racconti, Considerazioni



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Breve nota biografica trovata sul Web

Sergio Bertoni, nato a Roma, figlio di un impiegato di banca, a soli due anni fu trasferito con la sua famiglia a Padova, dove ha trascorso la sua fanciullezza, subendo il terribile periodo della guerra e sopravvivendo a otto bombardamenti tra i quali quello della sua abitazione. 

Conserva di quel periodo un ricordo vivissimo di cui si trova traccia in alcuni suoi racconti.

Precocissimo il suo interesse per la lettura; dopo essere stati sfollati in un paesino dei colli Euganei, a soli otto anni (di nascosto), già divorava di notte, al lume di una candela, tutti i libri della biblioteca paterna, da "Le cose più grandi di lui" di Luciano Zuccoli, al "Decameron" del Boccaccio, alle "Mille e una notte", fino alle opere di Verga, di Capuana e di molti altri, compresi libri, non proprio facili, come "Guerra e Pace" di Lev Tolstoj o la trilogia "La nascita, La morte e La Resurrezione degli Dei" di Dimitri Mereskovskij.

Trasferitosi, verso i quattordici anni, prima a Reggio di Calabria, dove ha frequentato il ginnasio e il liceo classico, e poi a Messina, si è definitivamente stabilito, per motivi di lavoro, a Napoli, che è diventata la sua città adottiva, nel 1961.

Laureatosi in lingue e letterature moderne a Milano, con una tesi di ricerca su "Candida" di George Bernard Shaw, ha ora, dopo una vita di lavoro in una delle più grandi aziende italiane, tutto il tempo necessario per dedicarsi alle grandi passioni della sua vita: la lettura e la scrittura.


Trovate tutti i suoi scritti su → Amazon, ma diversi sono anche in formato carteceo.




Tra realtà e mistero -Bertoni
Pasquinate romanesche -Bertoni Cleoth e Arkh -Bertoni
 L'esperimento -Bertoni  La ciocca di capelli-Bertoni L'anatema di Tihuta -Bertoni 
 Delitti misteriosi -Bertoni  Paride Passacantando -Bertoni
La crisi delle certezze e dei canoni comportamentali in: “Candida”  -Bertoni
 



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Commenti   

 
+1 #1 Claudia 2014-11-16 04:15
Ho letto con attenzione e piacere questo lavoro di Sergio Bertoni e l'analisi che ne fa F.P.M. concordando in particolare sulla osservazione che l'autore non soltanto ci rivela dettagli inediti della commedia Candida ma anche su quella umana che noi mettiamo in scena ogni giorno,attori più o meno consapevoli del nostro ruolo.
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