Indomitus Publishing
Una casa editrice piccola e indipendente, il connubio tra tradizione e modernità e l’anima fiera, ribelle e indomabile con cui si approccia al mondo editoriale. La racconta il suo fondatore: Davide Radice.
Nel mio blog su Il Fatto Quotidiano dedicato all’editoria digitale, a volte mi capita di evidenziare quello che, a mio avviso, non funziona nelle case editrici tradizionali, in questo caso desidero proporvi un’intervista con Davide Radice, fondatore di Indomitus Publishing, un editore innovativo con una visione a lungo termine.
D. Come e perché nasce Indomitus?
R. Ho avuto la fortuna di guidare Amazon Publishing in Italia per quattro anni, lanciando numerosi autori di successo sia italiani che stranieri e creando un nutrito seguito di lettori fedeli. Quando nel 2022 Amazon ha chiuso APub in Italia, ho iniziato a pensare che sarebbe stato un vero peccato se tutto il bagaglio professionale e umano accumulato in quella fantastica esperienza fosse andato perduto: il modello di business era ancora valido e promettente, la nicchia presidiata era scoperta e continuava ad esserci dell’ottimo potenziale e soprattutto degli Autori fantastici da pubblicare e un pubblico sempre desideroso di nuovi titoli.
Così ho cominciato a ragionare su un business plan che approcciasse il mondo editoriale nello stesso modo e proponesse anche un’evoluzione strategica e una visione più a lungo termine. E nel 2023 ho lanciato ufficialmente Indomitus Publishing con una struttura agile, esternalizzata e scalabile.
Il nome Indomitus Publishing vuole rappresentare il connubio tra tradizione e modernità e l’anima fiera, ribelle e indomabile con cui si approccia al mondo editoriale: è una casa editrice che nasce piccola e indipendente, con un focus sul formato ebook e il mondo Amazon ma che è pronta ad attaccare il mercato ovunque ci siano lettori desiderosi di belle storie e alta qualità.
D. Quali sono i punti di forza della casa editrice? E quelli di debolezza?
R. Credo che i punti di forza siano ben enunciati nella nostra missione e nei nostri principi: vogliamo rendere gli autori felici, seguendoli costantemente e migliorando le loro performance, mantenendo un approccio umano, empatico e rispettoso; vogliamo focalizzarci su pochi titoli all’anno sia per non disperdere le energie che
soprattutto per puntare su prodotti di qualità; vogliamo che i libri abbiano un prezzo giusto, compatibilmente con i costi di produzione, in modo che tutti possano dedicarsi al piacere della lettura; e vogliamo rendere il mondo un posto migliore, donando ai lettori un po’ di spensieratezza grazie alle nostre storie ed evitando sprechi grazie al print-on-demand! Da ultimo, credo che il nostro approccio ci permetta di avere sia un time-to-market molto rapido sia una valorizzazione economica degli autori vantaggiosa: pubblicazioni veloci e ravvicinate, royalty sopra la media, pagamenti su base mensile sono tutte caratteristiche che contraddistinguono Indomitus e la differenziano dal panorama editoriale tradizionale.
Gli aspetti da sviluppare sono per lo più legati alla fase di start-up della casa editrice, con alcune procedure ancora da affinare e soprattutto l’obiettivo di sviluppare ulteriormente il formato cartaceo print-on-demand e la presenza nelle librerie. Se infatti il POD da un lato ci consente di essere pressoché eterni con le nostre pubblicazioni, senza rischio di andare fuori stock, dall’altro va comunicato in maniera migliore e va fatto capire a librerie e pubblico.
D. Quanti romanzi avete pubblicato? C’è un numero stabilito per ogni anno?
R. Con aprile 2024 abbiamo pubblicato già 15 titoli con una netta prevalenza di autori italiani rispetto alle traduzioni. La nostra idea è di pubblicare tra i 12 e i 24 titoli all’anno, un numero di uscite che ci consente di non intasare il calendario e di dedicare la giusta attenzione in fase realizzativa e di lancio/promozione a tutti, senza compromessi sulla qualità finale del prodotto.
D. Quali generi pubblicate? E quali funzionano meglio?
R. I nostri primi 15 titoli appartengono tutti al genere giallo/thriller, ma da giugno 2024 cominceremo ad introdurre anche la parte dedicata al romance/women fiction. Abbiamo deciso di focalizzarci su questi generi perché sono quelli che in formato ebook funzionano meglio e ci consentono di avere un conto economico sostenibile. Non escludiamo però in futuro di buttare un occhio anche alla non-fiction, dove ci sono sicuramente delle idee interessanti.
D. Quanti manoscritti ricevete ogni anno?
R. Dal momento del lancio abbiamo ricevuto qualche decina di manoscritti tramite la sezione contatti del nostro sito, un piccolo numero dei quali si è poi convertito in pubblicazione effettiva dato che per la maggior parte si trattava di esordienti sui quali al momento non ci stiamo focalizzando. Per ora il canale di approvvigionamento privilegiato è da un lato quello degli agenti letterari e dall’altro il contatto diretto verso autori che riteniamo interessanti e col giusto potenziale.
D. Come scegliete i romanzi?
R. Dato che Indomitus è ancora una start-up a tutti gli effetti, il conto economico è la base su cui prendere le decisioni di pubblicazione e ogni acquisizione deve essere pianificata con molta attenzione: ad oggi focalizziamo la nostra attenzione su quegli autori che abbiano già uno storico di vendite interessante in formato ebook su Amazon e, di conseguenza, una fanbase di lettori interessati e reattivi ad eventuali nuove pubblicazioni. In questo modo possiamo farci un’idea molto precisa dei risultati del primo anno di vita di un libro, evitando nel limite del possibile, sbandate che sarebbero molto pericolose. Ciò significa che per noi un autore esordiente è tendenzialmente troppo rischioso da pubblicare, proprio perché non ha alcun numero alle spalle su cui costruire un forecast di vendite affidabile … ma ciò non significa che tra qualche mese le cose non cambino e ci sia spazio anche per sperimentare e lanciare qualcosa di nuovo!
D. Come supportate gli autori nella promozione?
R. Indomitus Publishing investe un budget marketing per ogni titolo pubblicato, principalmente tramite advertising su Amazon (che resta il canale migliore da sfruttare e dove peraltro i lettori sono già presenti a un solo click dai nostri libri), ma anche su Meta e X.
In aggiunta a queste iniziative dirette di marketing, ogni nostro titolo entra in un calendario promozionale senza soluzione di continuità che prevede sia la partecipazione ai deal ufficiali di Kindle (offerte del giorno e del mese, Prime Reading) sia a quelli specifici Indomitus, garantendo visibilità e vendite costanti nel tempo: i nostri libri non vengono mai abbandonati a loro stessi!
Abbiamo poi appena lanciato una collaborazione con un ufficio stampa per dare una spinta ancora maggiore in termini di diffusione, con un focus soprattutto sul formato cartaceo e le librerie.
D. Cosa c’è che non funziona nella filiera editoriale? Cosa cambiereste?
R. Per la mia esperienza personale credo che la contrapposizione digitale/fisico sia sbagliata e che sia un errore viverla come una guerra, ritenendo che un formato possa cannibalizzare le vendite dell’altro: in realtà il focus dovrebbe essere il successo dell’autore e la soddisfazione del lettore, a prescindere dal punto d’ingresso nel mondo libro.
Nelle classifiche di Kindle c’è spesso un mare di informazioni e opportunità che un libraio può cogliere e anche il print-on-demand può assolutamente aiutare: l’ansia della tiratura limitata viene a cessare e al suo posto subentra un approccio più ragionato ed imprenditoriale anche nella fase di gestione degli ordini, limitando da un lato i quantitativi (tanto sono sempre disponibili!) e, soprattutto, i resi (una vera spina nel fianco per un editore!) e contribuendo ad un’editoria molto più sostenibile, perché è brutto pensare a quanti libri vadano al macero ancora oggi…
D. Cosa pensate dei Premi letterari?
R. Anche se Indomitus non segue direttamente la partecipazione ad eventuali premi, supporta ovviamente gli autori che vogliono tentare quella strada: fa infatti sempre piacere essere presenti a questi eventi ed entrare nei finalisti, dato che tutto contribuisce all’author branding, anche se poi sappiamo tutti che è solo il pubblico dei lettori che determina il successo commerciale di un libro … ma magari con una bella fascetta di vincitore le cose diventano più semplici!
10. E dell’autopubblicazione?
R. L’autopubblicazione è una benedizione sia per gli autori che per gli editori ed il primo consiglio che do a tutti gli autori esordienti è quello di iniziare pubblicando in self sulla piattaforma che preferite: bisogna far girare il proprio nome, imparare dalle recensioni negative, costruire il proprio brand e la propria fanbase, perché è il modo migliore di mettersi in evidenza ed entrare nei radar delle case editrici.
Alcuni poi – giustamente - rimangono self per sempre, perché diventano sostanzialmente dei piccoli imprenditori e delle piccole case editrici, attorniati da professionisti competenti che li aiutano a produrre libri paragonabili in tutto e per tutto all’editoria tradizionale. Ma la maggior parte si rende conto che un partner affidabile al proprio fianco che li sgravi da tutto ciò che non è il piacere della scrittura (che tale deve rimanere!) diventa imprescindibile per fare il salto sia in termini di qualità delle opere sia di vendite e guadagni. E Indomitus è qui per questo!
(a cura di MZ)