L'Inferno di Dan Brown... è ai cancelletti di partenza

inferno-jn
«Io sono l’Ombra.
Attraverso la città dolente, io fuggo.
Attraverso l’eterno dolore, io prendo il volo.

Lungo la riva dell’Arno, corro arrancando senza fiato… volto a
sinistra, in via dei Castellani, e mi dirigo verso nord,
rannicchiandomi nell’ombra degli Uffizi.
E loro continuano a inseguirmi.
Il suono dei passi alle mie spalle si fa sempre più forte, mi
danno la caccia con determinazione implacabile.
Mi inseguono da anni, ormai. Un’ostinazione che mi ha
costretto alla clandestinità, a vivere in purgatorio, a lavorare
sottoterra come un mostro ctonio...»

 

 ... Già... come un mostro ctonio ovvero come una divinità sotterranea, come quelle divinità che nella mitologia antica venivano associate al passaggio delle anime dei defunti nell'oltretomva (come ad esempio Ade). Ma chi è costui?
Alla conclusione del suo monologo apprendiamo che «(...) 
Mio Dio, fa’ che il mondo ricordi il mio nome non come quello di un mostruoso peccatore, ma del salvatore glorioso che tu sai io sono. Prego affinché l’umanità comprenda il dono che lascio dietro di me. 
Il mio dono è il futuro. 
Il mio dono è la salvezza. 
Il mio dono è l’Inferno...»

Tom-Hanks

E nella pagina successiva, concluso il prologo, incontriamo nientepopodimeno che il Professor Robert Langdon... Sì, l'indimenticato protagonista de Il Codice da Vinci, uno dei maggiori Best Seller che la storia della narrativa abbia mai conosciuto. Colui che orma tutti noi, costretti dalle trasposizioni cinematografiche, siamo costretti a visualizzare con il volto dell'attore americano Tom Hanks.

Annunciato ormai da mesi (cfr. nostro articolo), è finalmente arrivato ai nastri di partenza l'attesissimo nuovo romanzo dell'autore del celeberrimo Il Codice da Vinci, Mr. Dan Brown.
La macchina pubblicitaria dei suoi editori è partita ormai da mesi e di questo libro -nonostante la "blindatura"- si sa praticamente già quasi tutto. Ovvero... Si sa che il Prof. Langdon è, come sempre, costretto ad abbandonare la sua tranquilla vita nell'università di Harward e a trasferirsi in Italia... Ma il vero protagonista questa volta è Dante Alighieri con le rime del suo Inferno.
L'uscita del thriller è prevista in Italia per il prossimo 14 maggio, e come da anni accade se molti saranno in trepida attesa, altri già da mesi stanno affilando le proprie armi dialettiche per attaccarlo e distruggerlo.


UN LIBRO DA LEGGERE?
Personalmente, visto che mi occupo di "Letteratura", mi sono fatta un dovere di leggere l'opera omnia dello scrittore statunitense, seguendono l'evoluzione dal primo noiosissimo Crypto -stampato in Italia, giustamente, solo nel 2006, dopo il successo de Il Codice- sino all'ultimo Il simbolo perduto (del 2009). E, dopo così lunga frequentazione, purtroppo non sono in grado di stilare un giudizio né sullo scrittore né sul narratore...

... Questo succede perchè io difetto di capacità critiche? No, non credo. Il problema di redigere, oggi, un giudizio sereno su un autore è reso praticamente impossibile dalla macchina-Business che circonda, trasforma e snatura l'opera di uno scrittore. 


Dov'è il vero Dan Brown? Quante delle sue capacità letterarie sono davvero farina del suo sacco e quanto merito di oscuri editor? E quanta della sua creatività è realmente frutto del suo ingegno e non scopiazzato dalle trame e dalle idee di altri autori?
Basta pensare a Il Codice da Vinci, per il quale Michael Baigent e Richard Leigh lo trascinarono in tribunale con l'accusa di aver copiato, a mani basse, dal loro saggio Il santo Graal (The Holy Blood and the Holy Grail, 1982, scritto insieme al giornalista Henry Lincoln). Il tribunale, poi, con un tortuoso ragionamento diede ragione a Brown, costringendo Baigent e Leigh a sborsare la bella cifra di 2 milioni di Sterline per le spese legali, ma... Ma per noi lettori il dubbio resta: Dan Brown è davvero così creativo o il merito è, di volta in volta, da ascrivere a qualcun altro?

I tempi non sono più quelli in cui Virginia Woolf, terminato un suo scritto, lo proponeva in lettura a suo marito Leonard o alla sorella Vanessa Bell e, raccolte le loro opinioni si disponeva, tra ansie e ripensamenti, alla pubblicazione. Nessun editor a lavorare per lei, nessun marketing a indirizzarla, eppure... 
Oggi -PUTROPPO- la macchina editoriale è uno dei tanti Business che stravolgono e mistificano il nostro vivere quotidiano, mercificando e contraffacendo anche l'ambito culturale.
... Quindi consentitemi di sospendere ogni giudizio sull'opera, passata e futura, di Mr. Brown... Eccetto per una nota a margine: leggere i suoi libri è senz'altro un ottimo esercizio per quanti frequentano discutibili scuole di scrittura creativa. Difatti i thriller dello scrittore americano sono un magnifico esempio del gusto letterario imperante. Che tradotto significa: se volete scrivere un romanzo che abbia una qualche possibilità di raggiungere lettori altri, oltre familiari e amici, usate i libri di Dan Brown come un utile esempio...

dan-brown
CURIOSITA'
Inferno è, tra le opera di Dan Brown, quello per il quale sembra sia stata necessaria la più lunga gestazione, difatti sono passati ben 5 anni dalla pubblicazione del precedente (Il Simbolo perduto), e l'attesa dei Fan era ormai spasmodica...
Dan Brown, parlando della sua ultima fatica, ha detto:«Anche se ho studiato l’Inferno di Dante quando ero giovane, è stato solo recentemente, quando ho cominciato a fare delle ricerche a Firenze, che sono riuscito ad apprezzare la persistente influenza del lavoro di Dante sul mondo moderno. Con questo nuovo romanzo sono felice di portare i miei lettori in un viaggio nelle profondità di un regno misterioso… un paesaggio di codici, simboli, e con molto più di qualche passaggio segreto»
Quindi nessuna allusione sul lungo intervallo...
Che l'argomento "Dante/Inferno" sia risultato più ostico all'Americano di quanto preventivato?
Che il soggiorno fiorentino lo abbia distratto, con opere d'arte e cibi prelibati, più di quanto immaginato?
Un critico cattivo potrebbe insinuare che forse la vena si era esaurita, e per la macchina editoriale alle sue spalle l'impresa di pubblicare un nuovo romanzo-Business sia risultata più difficle di quanto messo in conto...
Certo è che la curiosità più intrigante -di tutta l'operazione-Dan-Brown- riguarda un aspetto certo non marginale e che, chissà poi perchè, ha visto coinvolta in primo piano l'editrice italiana di Mr.Brown, ovvero la Mondadori.
Ma andiamo con ordine...

inferno-dan-brown
Lo scorso 18 febbraio 11 persone, tra uomini e donne, in gran parte di diversa nazionalità, sono state accolte in un bunker situato nel Palazzo Mondadori alle porte di Milano.
Bunker dal quale sono definitivamente uscite solo ai primi di aprile...Quasi 2 mesi di soggiorno coatto, con divieto di connessione a Internet e decine di altri veti incrociati...
Ma chi sono costoro? E soprattutto cosa ha a che vedere la loro segregazione con il nuovo romanzo di Mr. Brown? 
Da una rivista edita dal Gruppo Mondadori, apprendiamo i particolari di tutta la vicenda, e se non ci fosse da ridere, vi assicuro, che verrebbe da piangere.
Le persone segregate sono semplicemente i traduttori incaricati di trasporre in altra lingua il prezioso dattiloscritto Inferno
Lo so, lo so benissimo che siete rimasti come la sottoscritta: a metà strada tra l'allibita e lo sconvolta, ma -credetemi- questa è la fin della fiera... 
Traduttori Italiani, tedeschi, catalani, brasiliani e francesi, più d'uno per ogni madre lingua, sono stati costretti (immagino allo scopo di ritirare un sontuoso cachet e di apporre la loro firma a un successo editoriale annunciato) a rinunciare a ogni loro forma di libertà per quasi due mesi.
L'organizzazione, comprese le guardie della security, era a discrezione di casa Mondadori...
Che dire? Come commentare un simile fatto? 
Leggendo le dichiarazioni dei traduttori, dopo la liberazione (dichiarazioni immagino blindade da contratti ipercorazzati), apprendiamo -con un forte senso di nausea- che lo stato di segregazione non era valicabile neppure dai familiari più stretti, e che quindi per mesi, pur di partecipare a questo previsto Business-editoriale, essi hanno accettato di separarsi in toto anche da mogli/mariti e figli.
Non aggiungo una virgola, e lascio a voi ogni commento.


... Hops! Dimenticavo un particolare che di sicuro correderà il quadro...
Codesta segregazione dev'essere parsa ai suoi ideatori così originale & simpatica che su Youtube hanno pubblicato una specie di trailer della vicenda.
Qui sotto ve lo ripropongo.

Flaminia Paolucci Mancinelli

 

 



 





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