eCommerce a gonfie vele


Babbo Natale
A Natale saranno oltre 5 milioni gli italiani ad acquistare online e NetComm, dopo il Sigillo di qualità che certifica sicurezza e affidabilità dei siti di eCommerce, vara Codice di Autoregolamentazione.



Un utente Internet italiano su 5 dichiara che comprerà i regali di Natale sul web: gli acquirenti di regali di Natale online saranno oltre 5 milioni, un italiano maggiorenne su 10, 500mila in più rispetto alla scorsa stagione 2011, lo afferma una ricerca condotta da Netcomm – Consorzio del Commercio Elettronico Italiano in collaborazione con Human Highway.

«In uno scenario economico stagnante, il 2012 si è caratterizzato come un anno di forte crescita dell'eCommerce – ha spiegato Roberto Liscia, Presidente di Netcomm, Consorzio del Commercio elettronico italiano -  Nella coscienza collettiva delle imprese, i clienti sono diventati il vero valore patrimoniale da salvaguardare e rafforzare, valorizzando tutti gli strumenti a disposizione, vecchi e nuovi».  
 

I  numeri  della crescita

Per avere un’idea del mercato di riferimento basti pensare che in Italia gli utenti Internet attivi hanno superato la quota dei 28 milioni. Tra questi, il 42%, ovvero12 milioni di individui, ha fatto un acquisto online almeno 1 volta negli ultimi 3 mesi e il loro numeroRoberto Liscia è aumentato del 25% rispetto allo scorso anno. La crescita di acquirenti si riflette anche nei volumi di vendita che quest’anno dovrebbero ampiamente superare i 10 miliardi di euro: secondo l’Osservatorio CartaSì la crescita del valore delle transazioni online nel 2012 è superiore di oltre il 15% rispetto all’anno scorso. 

Tra gli acquirenti online abituali coloro che compreranno i propri regali di Natale su Internet salgono dal 37% del 2011 a quota 44%: oltre 5 milioni di individui, 1 utente Internet su 5, un italiano maggiorenne su 10 e 500mila individui in più rispetto alla scorsa stagione 2011.

A sostegno di questo dato, la riduzione del tasso degli indecisi sul “Natale web” che partiva dal 41,6% del 2011 e ora scende al 24,1%, rivelando la crescente tranquillità da parte dei consumatori nel fare i propri acquisti natalizi online grazie ai prezzi concorrenziali associati a servizi di alta qualità. Infatti, nonostante la crisi economica faccia tirare sempre più la cinghia alle famiglie italiane, il 34,5% degli acquirenti online acquisterà più regali dell'anno scorso.

La stagione natalizia che è alle porte sembra quindi destinata a registrare un incremento della spesa online rispetto ai dati rilevati nel 2011: le stime prevedono che quest'anno 5,3 milioni di individui acquisteranno almeno una parte dei propri
regali di Natale online, a fronte dei 4 milioni che hanno effettivamente utilizzato il canale eCommerce nel periodo natalizio 2011.


La ricerca, condotta da Netcomm, Consorzio del Commercio Elettronico Italiano in collaborazione con Human Highway, ha analizzato la propensione all’acquisto online su un campione formato da uomini e donne di età superiore ai 18 anni residenti su tutto il territorio nazionale e rappresentativi della popolazione italiana che si connette alla Rete con regolarità almeno una volta alla settimana. La ricerca si è concentrata sugli ultimi 3 mesi con un focus particolare sulla propensione verso gli acquisti natalizi. 

Sigillo di qualità e Codice di  Autoregolamentazione

Netcomm ha promosso un Sigillo che certifica sicurezza e affidabilità dei siti di eCommerce e a tutela dei consumatori ha recentemente varato un Codice di Autoregolamentazione relativo alle modalità di comunicazione e di diffusione degli sconti e della comparazione dei prezzi online.

Ma la rete è anche una vetrina straordinaria per le imprese del “Made in Italy”, che possono aprirsi a un universo globale di clienti, infatti sono oltre 12 milioni gli italiani che hanno fiducia nella rete per acquistare beni e servizi con una crescita che supera il 30% in un anno. 
«Esiste un eCommerce sano e in salute, con oltre 12 milioni di clienti italiani, che comprano con fiducia su siti sicuri e trasparenti. – ha affermato Roberto Liscia - Questi consumatori colgono come acquistare online sia un vero e proprio risparmio in periodi di difficoltà Sigillo di qualitàeconomica e congiuntura negativa. La crescita eShopper è spia di comportamenti che non si possono arrestare, ma della cui tutela dobbiamo farci carico con senso di responsabilità. Per questa ragione, Netcomm ha nel tempo promosso un Sigillo di qualità e i siti che lo espongono, dopo un iter di certificazione, si impegnano ad offrire un servizio facile, conveniente, trasparente e sicuro. E oltre a questa garanzia, abbiamo recentemente affiancato il primo Codice di Autoregolamentazione, relativo alle modalità di comunicazione e di diffusione degli sconti e della comparazione dei prezzi online. Il Codice, primo di una serie che stiamo promuovendo in questi mesi, naturalmente, non è un’alternativa alle norme che regolano questo settore, ma è un impegno serio e vincolante a garantire correttezza e trasparenza a tutti i clienti».   

Una spinta per le PMI e  al PIL

Il presidente di Netcomm  ha anche ricordato che l’eCommerce deve essere considerato una esternalità positiva, che in un periodo di crisi da un lato riduce le uscite delle famiglie italiane e dall’altro diventa un volano di crescita delle PMI. Queste, infatti, vendendo online, possono offrire merci e prodotti ai consumatori di tutto il mondo.

In un periodo così difficile è, infatti, cruciale poter offrire agli imprenditori del Made in Italy delle piattaforme logistiche e di comunicazione su scala globale, per dare loro una ulteriore e concreta chance di competizione internazionale.

Vale, poi, la pena sottolineare come nel giro di tre anni la Internet economy registrerà una crescita annua tra il 13% e il 18%, raggiungendo un valore di 59 miliardi di euro, quasi il doppio rispetto ai 31 miliardi del 2010. Il contributo che il web fornirà all'economia dell'Italia nel 2015 oscillerà tra il 3,3% e il 4,3% del Pil. Negli ultimi tre anni le Pmi attive su internet hanno infatti registrato una crescita media dell'1,2% dei ricavi, rispetto a un calo del 4,5% di quelle 'offline, e un'incidenza di vendite all'estero del 15% rispetto al 4% di quelle non presenti in rete. Secondo un o studio di Boston Consulting Group e Google inoltre, in un ipotetico paese medio, l'aumento della diffusione di internet del 10%, comporterebbe un aumento dell'occupazione dello 0,44% e dell'1,47% per quella giovanile.
M.Z.

 

 

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