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Sandra Petrignani

 


Leggere,
secondo Sandra Petrignani

a cura di Marinella Zetti

 

D. Quando vuoi rilassarti preferisci: guardare la televisione, andare al cinema o leggere un libro?
R. La televisione la guardo pochissimo e solo se c’è qualcosa che davvero m’interessa, il che non è così frequente. Leggere libri è un’attività talmente presente nella mia vita che non la metterei nella categoria “relax”. Resta il cinema. Il cinema è il mio divertimento. Mi piace concludere la giornata andando a vedere un film (...)



E ammetto di essere molto tollerante al cinema, molto meno esigente che con i libri, meno selettiva anche. Insomma a un film perdono di non essere bellissimo, o almeno interessante sotto un qualche aspetto; mi basta che mi faccia passare il tempo senza volgarità o eccessiva brutalità. A un libro no. Al cinema vedo veramente di tutto.

 

D. Dove leggi abitualmente: in poltrona, a letto, alla scrivania? Se potessi scegliere, quale sarebbe il tuo luogo ideale per la lettura?
R. Leggo ovunque. Leggo libri diversi secondo le situazioni. I testi più voluminosi li leggo in casa, in poltrona o appoggiandomi al tavolo. In autobus porto libri tascabili che stanno dentro la borsa se devo metterli via perché c’è troppa gente. Così in genere leggo più libri contemporaneamente. Non ho luoghi ideali per la lettura.

 

D. Nel suo famoso Decalogo, al terzo posto, Daniel Pennac sancisce il diritto del lettore a “non finire il libro”: tu hai seguito questo consiglio? Se sì, con quale libro e perché?
R. Mi capita spesso di non finire i libri. Ma non farei mai nomi perché in genere questo succede con autori italiani, e non esordienti o sconosciuti, e non sarebbe gentile. Un grande libro che non ho finito è L’uomo senza qualità di Robert Musil. Ma so che in quel caso la colpa è solo mia e che prima o poi porterò a termine la lettura interrotta. A volte bisogna aspettare pazientemente che per un libro venga il suo momento. Non siamo sempre pronti ad ascoltare la voce di quel preciso autore, anche se grandissimo.

 

D. Qual è il libro che più hai amato?
R. Sono un’enormità, come faccio a scegliere? Ricordo però precisamente l’enorme impressione che mi fece scoprire Franz Kafka e Samuel Beckett, quando avevo più o meno quindici anni. Provai un’emozione meravigliosa a imbattermi in modi di scrivere così diversi da tutto quello che avevo letto fino a quel momento.

 

D. Cosa cerchi in un libro? Cosa attira di più la tua attenzione: la copertina, il titolo, l’autore, la bandella con la storia?
R. Cerco qualcosa di un po’ difficile da dire: che mi segnali in qualche misterioso modo di essere il libro di cui ho bisogno in quel preciso momento. E succede. Ma non mi frega niente di copertina, titolo persino il nome dell’autore non è importantissimo a meno che non sia uno degli autori del mio cuore, dei quali corro a leggere ogni nuovo titolo se sono autori viventi.

 

D. Quale argomento ti appassiona e, secondo te, viene poco considerato dagli editori italiani?
R. Non ne faccio mai questione di argomento. Se devo approfondire un argomento preferisco i libri di saggistica. Ma gli argomenti che mi interessano sono tanti, cambiano secondo quello che sto scrivendo in quel periodo. A un romanzo chiedo di toccarmi nel profondo, di sorprendermi non con mezzucci da telefilm, ma per la sua profonda intelligenza delle cose. Agli editori rimprovero di non incoraggiare gli autori in questa direzione, ma di spingerli ad assecondare i gusti più facili e prevedibili, che ormai non sono più un solo gusto preponderante, ma si diversificano secondo l’età, il sesso, i mestieri ecc. Ogni gruppo sociale o quasi ha i suoi gusti telecomandati e prevedibili e questi il marketing vuole assecondare. La letteratura è sempre stata “contro” il già noto, è ricerca del modo nuovo, sorprendente di raccontare un po’ sempre le stesse cose.

 


D. E per finire cosa pensi degli e-book? Credi che potranno sostituire i libri cartacei? Li utilizzi? Secondo te, quali sono i loro pregi e i loro difetti?
R. Mi piace che esistano e li utilizzo per semplificarmi la vita. Nei viaggi sono una risorsa. Vorrei che tutto lo scibile fosse disponibile anche in e-book. Sottolineo anche. Voglio dire: non solo. I libri di carta restano per me irrinunciabili. Ma, allora, terrei solo i preferiti (che sono comunque moltissimi), quelli molto sottolineati, quelli rari. E vorrei aggiungere che abbastanza di recente, da quando ne ho registrato uno da un mio libro, La scrittrice abita qui, adoro anche gli audiolibri. Sto molto in macchina, per spostamenti non brevissimi, e sono una splendida alternativa alla musica o alla radio.

 


Chi è Sandra Petrignani :
nata a Piacenza, vive a Roma e nella campagna umbra. Ha scritto romanzi, racconti e libri di viaggio, fra i quali Navigazioni di Circe premio Elsa Morante opera prima. Ultima India, Care presenze, La scrittrice abita qui (Premi Rapallo, Basilicata, Argentario e finalista allo Strega e al Bancarella 2003), sono pubblicati dalla Neri Pozza. L'ultimo romanzo, Dolorose considerazioni del cuore è uscito da Nottetempo. E' tradotta in molti paesi europei e extraeuropei.


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