Una lettura in corso... Il centenario

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Una lettura in corso... che mi pone molti interrogativi, anche al di là del 'testo' di Jonas Jonasson



 

Qualche giorno fa, sulla mia bacheca di Facebook, ho scritto che avendo finito di leggere un libro, avevo l'incertezza di quale scegliere...
Mi rifiuto di definirmi o di diventare una "lettrice professionista", e mi godo le mie anarchiche scorribande tra Self Publisher e autori 'blasonati', così mi piace confrontarmi con le letture che coinvolgono i miei amici, più che non con quelle che dominano le classifiche dei Best Seller. Quelle, quando capita, le affronto più per capire dove è diretto il gusto del pubblico, dove viene "incanalato" e se la Cultura vi ha ancora una qualche attinenza.
Jonas-Jonasson
Bene, un amico mi ha suggerito un romanzo, che immagino, a lui sia piaciuto. Si trattava di uno scrittore svedese, ora trapiantato in Italia. Jonas Jonasson, questo il suo nome, è definito dal suo editore italiano un "Giornalista e consulente media". 
Per un'abitudine sviluppata ab illo tempore cerco sempre di capire qualcosa della biografia di un autore, per inquadrarne il testo, così anche questa volta, e devo dire che le attività primarie di questo signore mi lasciavano un po' perplessa. 
Però mi incuriosiva leggerlo, perché questo suo romanzo aveva dominato le classifiche di vendita in Svezia per un intero anno. E gli Svedesi sono un popolo che a me piace molto. Della cui letteratura ho letto anche parecchie opere. 

Ma veniamo al libro, si tratta di quello che in Italia la Bompiani ha edito con il titolo di Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve, nel 2012 e dal quale nel 2013 Felix Herngren trasse un film di scarso successo.
Sono arrivata circa a tre quarti delle 416 pagine e l'entusiasmo iniziale, purtroppo, è andato via via scemando, confermando semmai i miei timori. L'impressione è quella di trovarsi di fronte al romanzo di un non-addetto-ai-lavori, cioè di un non-scrittore, che ha avuto u'idea iniziale molto carina (quella di un uomo anziano che rinchiuso in una casa di riposo norvegese, allo scoccare del suo centesimo compleanno, decide di tornare libero nel mondo), ma che poi si è smarrito nel successivo svolgimento.
Certo, ogni tanto qualche situazione "rocambolesca" strappa un sorriso, ma l'impressione generale restailcentenario
quella di trovarsi di fronte a un "oggi le comiche" più che non alle prese con un romanzo davvero umoristico. Una trama più che improbabile si alterna alle memorie, ancora più improbabili, del centenario fuggiasco che in gioventù non solo si sarebbe trovato faccia a faccia con i principali prot
agonisti della Storia del secolo scorso (dal Generale Franco al presidente U.S.A. Harry Truman, dalla moglie di Chiang Kai-Shek al Baffone Stalin tra gli altri) ma avrebbe affrontato imprese fisiche epiche (come l'attraversamento prima a dorso di cammello e poi a piede della catena dell'Himalaya) e sarebbe stato di fondamentale importanza per la realizzazione della prima bomba atomica.
La mia maestra delle elementari avrebbe esclamato: troppa carne al fuoco! e io aggiungo che tutta questa "carne" alla fin fine risulta anche cotta male, qui è là bruciacchiata e in altri punti ancora cruda.
Jonasson manca altresì della capacità di portare le sue storie a un livello metafisico di assurdità da risultare godibili per davvero. Egli, forse, non è ancora riuscito a liberarsi della sua professione di giornalista, che inevitabilmente lo incatena alla realtà, e l'altro suo mestiere quello di "consulente media" gli ha fatto costruire un racconto che già nella sua immaginazione strizzava l'occhio al mondo del Movie... Ma questo non lo ha aiutato a scrivere un romanzo epocale. 


... E in ultimo vogliamo fare un cenno al suo stile? A quei dialoghi inseriti con il contagocce e sostituiti da paginate di riassunti: P. aveva detto che e perciò A. gli aveva suggerito che... No, anche questo non mi è DirittiLettore-Pennacproprio piaciuto affatto.
Così alla fine mi sorgono spontanee un paio di domande: ma siamo tutti scrittori? Davvero un giornalista, visto che scrive articoli, è di diritto anche un buon scrittore?
E poi: lo finirò?  
La tentazione di seguire il terzo diritto enunciato da Daniel Pennac nel suo celebre Decalogo del Lettore, a questo punto è molto forte... 

...Anche perché sul nostro piccolo Pianeta Blu vi sono miliardi di miliardi di letture più interessanti, e sempre più mi coinvolgono e mi entusiasmano quelle di tanti Self Publishing misconosciuti, maltrattati e dimenticati. 
F.P. Mancinelli




Abbiamo scritto di:
Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve
di Jonas Jonasson
edito in Italia da Bompiani 
€12,75 in versione cartacea 
€ 8,99 in versione Epub e Mobi  






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