Sei come sei

 

sei come sei

Il romanzo di Melania Mazzucco affronta i temi della famiglia, del rapporto tra padre e figlia e della omogenitorialità e lo fa nel suo modo appassionato e coinvolgente.








 

“Il tempo è prezioso, anzi è la cosa più preziosa che si possiede perché non ritorna e bisogna darlo solo a chi se lo merita”. Diceva papà Giose a Eva.

Ed Eva, la protagonista di Sei come sei di Melania Mazzucco, con lo scorrere del tempo aveva un rapporto molto particolare. Papà Christian le aveva spiegato che il tempo era una percezione e così per lei gli anni erano solo numeri inventati dagli uomini e quindi potevano essere modificati a suo piacimento.

Eva è una bambina chiusa nella sua solitudine fatta di ricordi e di persone con le quali non ama comunicare. Lei ha perso gli affetti più cari ed ora si trova a condividere la sua vita con estranei, anche se in realtà questi estranei sono gli zii, quelli che il giudice ha deciso essere i più idonei a prendersi cura di lei.

Ma, come è mia consuetudine, non voglio raccontarvi la trama.

Nel suo romanzo la Mazzucco affronta il tema della famiglia e lo fa analizzando le emozioni e il dolore che può provare una bambina allontanata dall’unica persona che lei ama e con la quale sente di poter affrontare il mondo.

E collegato c’è il discorso riguardo l’omogenitorialità, perché quella di Eva e dei suoi due papà è una famiglia, anche se per i politici italiani non esiste, infatti nel nostro Paese vengono ignorate tutte le famiglie arcobaleno e i diritti dei bambini presenti in questi nuclei familiari.

Eva è un’adolescente che improvvisamente si trova senza punti di riferimento. E da sola deve affrontare la vita senza capire perché non ha più a fianco almeno uno dei suoi due papà. Si sente abbandonata, rifiutata e in quella lacerante condizione deve affrontare la vita. Come ad esempio la nuova scuola con compagni che sono perfetti sconosciuti. E proprio a scuola dovrà confrontarsi con la prima infatuazione e l’ignoranza. Poche pennellate per raccontare quanto può essere difficile accettare la diversità e quanto invece è più semplice seguire i compagni beceri ed ignoranti e commettere atti di bullismo nei confronti di una compagna.

Ecco io sono convinta che la lettura di Sei come sei potrebbe essere un buon punto d’inizio, magari proprio a scuola, per parlare di omogenitorialità e omosessualità, per iniziare un percorso per combattere l’omofobia.

Ma il romanzo è anche la storia del rapporto tra padre e figlia, un rapporto già complesso, reso ancora più difficile in Italia dall’assenza di leggi che garantiscono il minore. Il rapporto tra Giose ed Eva, infatti, andrebbe bene se solo lo potessero vivere, sarebbe il classico rapporto tra un padre e una figlia adolescente con tutti i problemi che sorgono in quel complesso periodo di cambiamento della persona.

Ma in questo caso, trattandosi di omogenitorialità, il rapporto non ci può essere e tutto diventa ancora più complesso e assurdo.

Melania Mazzucco è molto brava a evidenziare le difficoltà nate dalla decisione del giudice di affidare Eva agli zii anziché al “padre” come avrebbe desiderato e trovato ovvio la bambina. Una scelta che non tiene conto dei sentimenti e delle emozioni di Eva. E così lei vede crollare tutto il suo mondo e le sue sicurezze e tutto ciò genera una catena di eventi drammatici e dolorosi per tutti i protagonisti del romanzo.

Melania Mazzucco non ha una scrittura tesa, la definirei piuttosto classica, ma ciò, a mio avviso, non toglie nulla alla storia e all’intensità con la quale riesce a raccontarla e a coinvolgere il lettore.
M.Z.



Sei come sei
di Melania Mazzucco
Einaudi
Il libro è disponibile solo in versione cartacea

 

 

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Commenti   

 
0 #1 Flaminia 2014-09-06 19:19
No, no, no...
Questa volta non siamo d'accordo! ;) Non è che se la tematica è importante salviamo il "Polpettone"! Un feuilleton fuori tempo massimo, che forse neppure alla fine dell'Ottocento sarebbe stato al passo con i livelli raggiunti dal romanzo europeo.
Certo se uno è un povero e discriminato gay ci si riconoscerà, ma difendere il sangue e le lacrime, l'aria da tragedia che pervade tutto il romanzo è davvero impossibile. Ce ne fosse uno a cui non capitano disgrazie a gogò, per non parlare del destino di Giose e di chi ha la sfiga di passargli vicino!!!
In conclusione 5-- e mi spiace per l'autrice che scoprii forse vent'anni fa con il bel romanzo Il bacio della Medusa... Ma a ben pensarci la tentazione del melodramma era presente anche in quello.
;)
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