La Bestia: recensione sui generis per un racconto sui generis

vq
Magritte
ha scritto su un suo quadro: Ceci n’est pas une pipe (Questa non è una pipa), quadro che naturalmente raffigurava una pipa. 
Anch’io oggi, pur dicendo “Questa non è una recensione”, sto scrivendone una.


 

ceci-Magritte
In realtà ho più l’impressione di elencare e raccogliere pensieri sparsi, che lascio in sospensione (e quindi senza né opinione né tantomeno giudizio) in attesa che il tempo, e quindi altre scritture della stessa autrice, mi fornisca ulteriori elementi per esprimere un pensiero compiuto.

Dunque lo scritto si intitola La Bestia e si presenta con un aggiuntivo elemento descrittivo, con una copertina (o cover come si usa dire ormai tra i nostrani Self Publisher) di Eric Lacombe (?), inquietante quanto svelante i riposti misteri del racconto, ma tant’è… questa è una riflessione a posteriori, quindi glissate pure e andiamo oltre.


La misura de La Bestia non mi consente di definirlo romanzo, ma neppure racconto. Il lettore, alla modica somma di un euro e 2 cent (curiosa nevvero come cifra?!) può acquistare su Amazon questa composizione in prosa italiana che il Bookshop americano valuta in circa 50 pagine (avvertendo comunque che: la lunghezza prevista è calcolata in base al numero di pagine girate su un dispositivo Kindle impostate come simili a un libro cartaceo), ma questo non deve farvi trarre facili e superficiali conclusioni: non lo leggerete in un’oretta, non sarà una lettura né slim né leggera.

Senza nulla volervi rivelare né della trama né tantomeno del plot, vi dirò però che la scrittura dell’autrice, certa misteriosa evera-qwerty
Ghostwriter Vera Qwerty [Qwerty come il più comune schema per tastiere alfanumeriche], è senz’altro impeccabile (dal punto di vista grammaticale e sintattico), e vista l’aria che tira tra le scritture dei cosiddetti Self Publisher è già un primo punto a suo favore. A me capita spesso di leggere autori Auto Pubblicati che o non hanno sentito la necessità di un editing professionale o si sono dovuti accontentare di quelli rimediati tra amici volenterosi… e vi assicuro che è uno sfinimento, tipo una strada a tornanti per uno che soffre di mal d’auto. Alla fine arrivi spossato o, se preferite, decomposto.

Lo stile c’è ma può migliorare, e mi spiego: con un fac simile di contenuto a me sarebbe piaciuto uno stile di scrittura più teso, più vicino, per intenderci, alla prosa di una Marguerite Duras.
L’autrice deve ancora andare a lezione da Colette che, come ci rammenta Georges Simenon, lo invitava sempre ad eliminare il più possibile avverbi ed aggettivi.
Mi rendo conto che le citazioni in questo mio scritto, che vi rammento n’est pas un examen, coinvolgono autori di grande spessore, ma tant’è che proprio questi meditati riferimenti dovrebbero mettervi sull’avviso che, secondo me, questo scritto potrebbe rientrare in una vostra ipotetica selezione di letture future.
Intendiamoci bene: questo mio non è né un consiglio di lettura né una velata proposta. Troppo particolare è questo testo per consigliarlo a cuor leggero
Ma allora è un brutto testo?
Oppure: è un testo difficile?
Una prosa complessa, inaccessibile?
Assolutamente no.
Se volessi ipotizzare una definizione di questo scritto, ignorando le raccomandazioni di Colette, scriverei: dai molteplici risvolti,LaBestia
esiziale per i pavidi, politico.
Mi piace, amo, e dispero per la protagonista femminile, certa Enrichetta che non stava mai male.
Così come l’autrice aveva previsto e voluto.
Detesto, odio, e rigetto il protagonista maschile, tale arconte K. borderline tra una memoria kafkiana e uno spettro infantile.
Così come l’autrice aveva previsto e voluto.
Ed è proprio questo, più che i molteplici risvolti, compresi quelli esiziali e politici, a frenare la mia passione di essere umano, prima ancora che di lettrice o di non-recensore. Quel brivido di angoscia che permane ostinato a galleggiarti dentro insieme alla domanda insoluta: abbiamo assistito all’agire di sole dramatis personae oppure, per noi, Vera Qwerty ha aperto la diga del dolore dell’umana condizione, la sua privatissima per prima?
F.P.M.

p.s. 
No so quanti di voi leggano e-book, ma la momento questo racconto lo trovate solo in formato digitale. Una buona occasione per rompere il ghiaccio e provare a leggere e-book? Fate voi…

 


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