Leggere, secondo Nicoletta Salvatori

 

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Giornalista e docente di editing e scrittura editoriale al corso magistrale di Informatica Umanistica dell’Università di Pisa, per i libri – cartacei, digitali, audiolibri - ha una vera passione. Ma la devono coinvolgere e i personaggi devono essere a tutto tondo e crescere con la storia.





 

D. Quando vuoi rilassarti preferisci: guardare la televisione, andare al cinema o leggere un libro?
R. Direi che faccio tutte queste cose e anche di più: vado in barca a vela, in palestra, a teatro, passeggio o corro, ma… con nelle cuffie un audiolibro. Il libro anzi direi i libri sono sempre con me in tutte le loro forme (audiolibri, ebook, libri cartacei, persino fotocopie). Il mio kindle è religiosamente nelle mia borsa. Ho una fame patologica per la lettura non riesco a resistere il vuoto di una attesa, per quanto piccola, senza accendere l’ebook e leggere.
Sono anche una lettrice disordinata quindi apro e leggo contemporaneamente più libri. Sarebbe un dramma se non fossero libri elettronici raccolti in un device che pesa solo pochi grammi e può essere costantemente con me.


D. Dove leggi abitualmente: in poltrona, a letto, alla scrivania? Se potessi scegliere, quale sarebbe il tuo luogo ideale per la lettura?
R. Ovunque ho un momento per me.


D. Nel suo famoso Decalogo, al terzo posto, Daniel Pennac sancisce il diritto del lettore a “non finire il libro”: tu hai seguito questo consiglio? Se sì, con quale libro e perché?
R. Sono una fervente sostenitrice dei diritti del lettore: saltare capitoli, sbirciare la fine, abbandonare un libro… L’ho fatto e lo faccio spesso tutte le volte che il libro tradisce le mie aspettative, non mi parla, non mi coinvolge, è scritto male e non mi fa viaggiare in un mondo narrativo ben delineato e ricco.
Non solo una lettrice facile da accontentare.


D. Qual è il libro -o i libri- che più hai amato? E quello o quelli che si sono rivelati una delusione?
R. Come penso sia successo un po’ a tutti i libri che ho amato di più, sono quelli dell’infanzia e della giovinezza che restano dentro e attorno ai quali si costruiscono le passioni della maturità. Certamente le avventure di Sandokan e dei suoi tigrotti, L’Isola del tesoro, Il buio oltre la siepe, Il cane che abbaiò a mezzanotte, i romanzi di Verne, Moby Dick i racconti di Conrad. La mia passione per la vela e le navigazioni mi hanno reso una fan Patrick o’Brian e della sua serie sul capitano Jack Aubrey e il suo amico Stephen Maturin. Ricordo da adolescente una “insana” passione per la letteratura russa da Tolstoj a Dostoevskij per arrivare a Solzenicyn. E poi naturalmente ci sono sempre stati i classici, una infatuazione per Jane Austen, i gialli (tutti da Agatha Christies ai gialli nordici passando per alcuni buoni autori italiani - tra cui De Giovanni) e la fantascienza d’autore. Ogni tanto, grazie anche a mio figlio, ho scoperto la bellezza del fantasy o della fantasia (La storia infinita, tutto Harry Potter, lo Hobbit, l’Amuleto di Samarcanda, …)
Delusioni? Molti cosiddetti “best seller” soprattutto americani. Nel caso voglia comunque leggerli (come l’ultimo Dan Brown) li scarico come audiolibri in inglese. Se qualcuno me li racconta nelle orecchie mentre faccio altro, usando tra l’altro solo le 1000 parole che maneggio bene in inglese, possono persino essere intriganti. Tutto si può dire ma non che i blockbuster americani non sappiano costruire buone trame.


D. Cosa cerchi in un libro? Cosa attira di più la tua attenzione: la copertina, il titolo, l’autore, la bandella con la storia?
R. Le recensioni, il sentito dire, gli amici che me li consigliano, una ricerca su Google per commenti. Non acquisto mai di impulso. Poi naturalmente ci sono i saggi (sono una gran consumatrice di testi - anche per ragioni di lavoro. In particolare divulgazione scientifica, comunicazione e filosofia) e in questo caso a condurre il gioco è il tema trattato e naturalmente la serietà degli autori. Ho migliaia di romanzi in formato elettronico ancora da aprire e ogni volta che ne devo scegliere uno impiego una vita. Il libro è una promessa di un viaggio meraviglioso se è una delusione è amarissima.


D. Quale argomento ti appassiona e, secondo te, viene poco considerato dagli editori italiani?
R. Ci sono ovviamente molti argomenti a cui io sono affezionata, ma cambiano spesso man mano che mutano i miei interessi contingenti, cambiano gli stati d’animo o le stagioni. Certo so bene cosa non amo e cosa non acquisterei, ma anche nei territori dove non mi inoltro quasi mai ogni tanto capita che colga un fiore di incredibile bellezza. Di certo non mi attraggono i “testimonial” i nomi noti del jet set che si spacciano per scrittori (magari sono anche bravi ma io li rifuggo). Non mi piacciono i giornalisti che pontificano, gli autori che si autocrogiolano con le loro belle lettere ma poi non hanno una trama da raccontare, quelli che hanno visto che un filone tiene e ci si buttano a capofitto, i romantici sdolcinati, gli intimisti che si auto-analizzano per centinaia di pagine inutili. Quando leggo un romanzo voglio un mondo che abbia senso, dove succeda qualcosa, dove la storia proceda, i personaggi siano a tutto tondo e crescano con la storia…e che poi restino con te come un tuo vissuto personale.


D. E per finire cosa pensi degli e-book? Secondo te, quali sono i loro pregi e i loro difetti?
R. Se sono romanzi sono semplicemente gli stessi libri ma senza peso. Si possono concentrare a migliaia dentro un lettore di pochi grammi, e leggerli con tutti i gradi di libertà che dà il cartaceo e senza bisogno di fare le orecchie alle pagine.
Se sono manuali multimediali hanno una ricchezza che la carta spesso non può dare, contengono animazioni, video, link on line. Possono essere sottolineati e gli appunti esportati sul computer
Come scrisse Ursula Le Guin “mi parrebbe una buona idea invece che lamentarsi per la morte del libro cartaceo rallegrarci tutti perché oggi i libri hanno due modi diversi, e non solo uno, per stare in vita, essere prestati, durare nel tempo”.


D. Li utilizzi?
R. Certamente. E ne curo editing e produzione! Ma non sono immune dal fascino delle librerie e ho comunque la casa piena di libri di carta.





Chi è Nicoletta Salvatori
61 anni. Una laurea in Filosofia della scienza, giornalista professionista dal 1985 membro dell’Ugis (associazione dei giornalisti scientifici italiani) e della Neos (giornalisti di viaggio) è stata direttore del mensile di cultura naturalistica Airone, ideatore e direttore del mensile di divulgazione scientifica Quark, direttore responsabile ed editoriale del comparto turistico dell’Editoriale Domus (Tuttoturismo, Meridiani e Meridiani Montagna), direttore esecutivo di Arte Navale. È docente di editing e scrittura editoriale al corso magistrale di Informatica Umanistica dell’Università di Pisa. Ha scritto numerosi libri e manuali scolastici, scrive e cura collane di ebook per Simonelli editore.

 

 

 

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