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Leggere, secondo Saveria Chemotti

 

saveria-chemotti
Alle classifiche preferisce il passaparola tra amiche. Ha una vera passione per la letteratura al femminile. E presto dovrà iniziare a utilizzare gli e-book.






 

D. Quando vuoi rilassarti preferisci: guardare la televisione, andare al cinema o leggere un libro?
R. Alterno le scelte tra andare al cinema e leggere. Evito però accuratamente di guardare film tratti da libri perché non amo che i personaggi vengano descritti diversamente da come me li suggerisce la mia immaginazione.

 

D. Dove leggi abitualmente: in poltrona, a letto, alla scrivania? Se potessi scegliere, quale sarebbe il tuo luogo ideale per la lettura?
R. Ovunque. Ho sempre un libro in mano anche quando cucino. Il posto ideale però è su una panchina o un prato in montagna.

 

D. Nel suo famoso Decalogo, al terzo posto, Daniel Pennac sancisce il diritto del lettore a “non finire il libro”: tu hai seguito questo consiglio? Se sì, con quale libro e perché?
R. Difficilmente lascio un libro a metà. Mi sforzo di rispettare la scansione intera anche se poi lo ripongo con rabbia per aver perduto tempo inutile. Mi capita di rado perché cerco di scegliere trascurando le classifiche dei libri venduti. Mi fido di più del passaparola delle amiche appassionate di lettura come me. Funziona quasi sempre, ma ho anche un certo fiuto, per ragioni d’età…

 

D. Qual è il libro -o i libri- che più hai amato? E quello o quelli che si sono rivelati una delusione?
R. Sono una lettrice appassionata di tutta la scrittura delle donne. Amo moltissimo Antonia Pozzi, Alba De Céspedes, Anna Banti, ma l’elenco sarebbe lunghissimo. Mi ha deluso moltissimo Alberto Moravia di cui ammiro due capolavori come Gli indifferenti e La ciociara e i racconti. Il resto lo ritengo mediocre.

 

D. Cosa cerchi in un libro? Cosa attira di più la tua attenzione: la copertina, il titolo, l’autore, la bandella con la storia?
R. In un libro io cerco emozione e suspense. Mi colpisce molto la struttura del testo, l’originalità tematica, la caratura dei personaggi, la qualità espressiva e stilistica. Non sono influenzata dalla copertina o dalla confezione del libro. Prediligo le linee nette e la sobrietà.

 

D. Quale argomento ti appassiona e, secondo te, viene poco considerato dagli editori italiani?
R. La scrittura delle donne è ancora relegata in secondo piano, a parte qualche scoop deprimente. Credo che sarebbe necessario dare spazio alle giovani generazioni senza dimenticarsi di riproporre i classici femminili di tutte le stagioni.

 

D. E per finire cosa pensi degli e-book? Secondo te, quali sono i loro pregi e i loro difetti?
R. Hanno pregi e difetti. I giovani li utilizzano e questo è un bene. Io li uso poco. Preferisco ancora il calore della carta, ma mi rendo conto che dovrò arrendermi perché lo spazio della mia biblioteca è ormai esaurito e, escludendo il soffitto, non mi resta altra disponibilità per nuovi scaffali. 

 

D. Li utilizzi?
R. Poco. Quando non posso fare a meno.

 

 

Chi è Saveria Chemotti
Nata in provincia di Trento, vive e lavora a Padova dove ha insegnato Letteratura italiana contemporanea e Letteratura italiana di genere e delle donne all’Università.
Oltre che ad aver approfondito in numerose ricerche la scrittura delle donne si è occupata della narrativa italiana tra Otto e Novecento con particolare attenzione per gli scrittori veneti. Ha pubblicato saggi su Foscolo, il Romanticismo italiano ed europeo, la narrativa del primo Novecento, Antonio Gramsci, Tonino Guerra, Giuseppe Berto, Antonietta Giacomelli, Dacia Maraini, Pier Vittorio Tondelli e su altri numerosi autori. Dal 2003 al 2015 ha coordinato Il Forum per le politiche e gli studi di genere dell’Ateneo come Delegata del Rettore. Dirige la collana di studi di genere Soggetti rivelati. Ritratti, storie, scritture di donne, per l’editore Il Poligrafo (Padova) e la collana di narrativa Vicoli. Vie strette secondarie. Paesaggi letterari inesplorati, per l’editore Cleup (Padova.)
Ha pubblicato due romanzi: La passione di una figlia ingrata (L’iguana ed. Verona, 2014) finalista della XXXIV edizione del Premio Giovanni Comisso e Ti ho cercata in ogni stanza (L’Iguana ed, Verona, 2016).
Chi desidera conoscerla meglio può visitare il suo profilo su Facebook o la sua pagina su Wikipedia.

 

 

 

 

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