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Leggere, secondo Cinzia Giorgio

 

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In un libro cerca principalmente una buona storia e, se non la convince, lascia perdere. Pensa che e-book e cartaceo possano convivere serenamente.









D. Quando vuoi rilassarti preferisci: guardare la televisione, andare al cinema o leggere un libro?
R. Leggere un libro. 


D. Dove leggi abitualmente: in poltrona, a letto, alla scrivania? Se potessi scegliere, quale sarebbe il tuo luogo ideale per la lettura?
R. Leggo ovunque mi capiti: a letto, sul divano, in metropolitana, al bar. Il mio posto preferito è però il mio vecchio divano.


D. Nel suo famoso Decalogo, al terzo posto, Daniel Pennac sancisce il diritto del lettore a “non finire il libro”: tu hai seguito questo consiglio? Se sì, con quale libro e perché?
R. Sì, sono d’accordo con Pennac. Il tempo che abbiamo a disposizione è troppo breve perché si perda leggendo libri che non ci piacciono. Mi è capitato con diversi romanzi. Se faccio fatica a superare le prime 50-80 pagine e la storia non mi convince, lascio perdere. A volte ho concesso il beneficio del dubbio, ma nel 90% dei casi non ne è valsa la pena.


D. Qual è il libro -o i libri- che più hai amato? E quello o quelli che si sono rivelati una delusione?
R. Sono tantissimi i libri che ho amato. Tra tutti spiccano Orgoglio e Pregiudizio e Persuasione di Jane Austen, Cime Tempestose di Emily Brontë, I Miserabili di Victor Hugo, Il Nome della Rosa di Umberto Eco, In Villa di William Somerset Maugham, L’adultera di Theodore Fontane, tanto per citarne alcuni. Ma adoro i romanzi di Jules Verne, Alexandre Dumas, Emile Zola, Muriel Spark e Laura Mancinelli.


D. Cosa cerchi in un libro? Cosa attira di più la tua attenzione: la copertina, il titolo, l’autore, la bandella con la storia?
R. In un libro cerco soprattutto una buona storia. Non mi interessa se sia d’amore, d’avventura o di qualsiasi altro genere. Leggo di tutto. Quando entro in libreria ammetto che una bella copertina mi attrae e mi induce a leggere la trama del romanzo. Di solito, se mi piacciono entrambe, apro il libro e ne leggo le prime pagine.


D. Quale argomento ti appassiona e, secondo te, viene poco considerato dagli editori italiani?
R. Io sono una storica e il richiamo al passato per me conta moltissimo. Devo dire che gli editori italiani pubblicano un po’ tutti i generi letterari, ce n’è per tutti i gusti, insomma.


D. E per finire cosa pensi degli e-book? Credi che potranno sostituire i libri cartacei?  
R. Degli e-book penso tutto il bene possibile. Non credo che i libri verranno mai sostituiti dal digitale. Il cartaceo ha un fascino che l’e-book non potrà mai avere. Possono coesistere in armonia.


D. Li utilizzi? Secondo te, quali sono i loro pregi e i loro difetti?
R. Leggo moltissimi e-book, sì, soprattutto quando sono in giro: il mio Kindle è un fedele compagno di viaggi ma anche di spostamenti in giro per la città in cui vivo.



 

Chi è Cinzia Giorgio
Cinzia Giorgio è nata a Venosa nel 1975. È laureata in Lettere Moderne e in Lingue, si è specializzata in Women’s Studies e Storia, compiendo studi anche all’estero. Nel 2002 ha vinto una borsa di studio con la Fondazione Bellonci per il progetto di ricerca: “Narrare la storia: dal documento al racconto”. Vive a Roma, è dottore di ricerca in Culture e Letterature Comparate. Pubblica regolarmente articoli di storia e arte su riviste specializzate. Scrive saggi, romanzi, pièce teatrali e recensioni, organizza i salotti letterari dell’Associazione Leussô di Roma. Dal giugno del 2015 è direttore editoriale della rivista Pink Magazine Italia. I suoi libri sono pubblicati da Newton Compton. Insegna Storia delle Donne all’Unisped e viene spesso chiamata in Italia e all’estero per tenere lezioni e seminari su svariati argomenti.
Se desiderate conoscerla meglio, potete visitare il suo sito, la sua pagina Facebook o il suo profilo Twitter.

 

 

 

 


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