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Leggere, secondo Luigia Tauro

 

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In gioventù era un punto d’onore terminare ogni libro, mentre da adulta si è concessa di sospendere la lettura persino di Donne che corrono coi lupi di C. Pinkola Estés. E, da tecnologa, considera l’-ebook una rivoluzione.







 

D. Quando vuoi rilassarti preferisci: guardare la televisione, andare al cinema o leggere un libro?
R. Leggere un libro, preferibilmente in un luogo silenzioso, mi rilassa molto se la storia mi prende e mi dimentico di quello che mi circonda. Confesso tuttavia che per evadere completamente niente è meglio, per me, di un cartone animato al cinema.


D. Dove leggi abitualmente: in poltrona, a letto, alla scrivania? Se potessi scegliere, quale sarebbe il tuo luogo ideale per la lettura?
R. Mi piace leggere a letto, la sera, quando posso dedicare del tempo a me stessa. Purtroppo non succede tutti i giorni. Il mio luogo ideale è un luogo che permetta allo sguardo di spaziare quasi all’infinito, come la mia terrazza, che si affaccia sulla Val d’Orcia e ha come sfondo il Monte Amiata. O come il mare.


D. Nel suo famoso Decalogo, al terzo posto, Daniel Pennac sancisce il diritto del lettore a “non finire il libro”: tu hai seguito questo consiglio? Se sì, con quale libro e perché?
R. Da giovane era un punto d’onore per me terminare ogni libro, anche quelli che mi annoiavano. Crescendo ho ammorbidito le mie posizioni e, recentemente, ho avuto l’ardire di abbandonare (mi perdonino le femministe più accese) la lettura di un cult della letteratura dedicata alle donne: Donne che corrono coi lupi di C. Pinkola Estés, che ho trovato molto farraginoso nell’introduzione. È ancora sul mio comodino e non escludo di tornarci, magari leggendo dei brani qua e là.


D. Qual è il libro -o i libri- che più hai amato? E quello o quelli che si sono rivelati una delusione?
R. Il libro che più amo in assoluto è Il narratore ambulante di Mario Vargas Llosa, che ho letto in una fase della mia vita in cui tutto sembrava possibile, anche la storia di un popolo – in era moderna - in cui tutti portano lo stesso nome “tasurinchi” e si tramandano ancora le tradizioni per via orale. Più in generale, amo molto gli scrittori surrealisti. Mi hanno deluso spesso i bestseller che si rivelano troppo costruiti a tavolino.


D. Cosa cerchi in un libro? Cosa attira di più la tua attenzione: la copertina, il titolo, l’autore, la bandella con la storia?
R. Un libro mi deve appassionare, prima con personaggi che subito riesco a vedere con la mente e poi con storie sorprendenti, che non vorrei mai smettere di leggere. Per questo forse è la copertina ad attrarmi di più, perché viene creata da chi storia e personaggi conosce già, con animo d’artista. Amo le librerie in cui tutti i volumi sono esposti su grandi tavoli, con le copertine in bella vista, e solo dei libri che mi attraggono per i colori o per lo stile dell’immagine, leggo anche la bandella con la storia, per decidere se acquistarlo.


D. Quale argomento ti appassiona e, secondo te, viene poco considerato dagli editori italiani?
R. Non conosco il mondo dell’editoria italiana, anche se ho l’impressione che punti molto su nomi ben conosciuti, dando poco spazio alle novità. Un argomento che mi appassiona è l’educazione alle differenze, di genere, di cultura, e il contrasto degli stereotipi. Un ottimo esempio è Mi piace Spiderman, e allora? di Giorgia Vezzoli. Sono temi che vanno affrontati con i più piccoli, in età pre-scolare e credo che manchi una produzione editoriale dedicata.


D. E per finire cosa pensi degli e-book? Credi che potranno sostituire i libri cartacei?  
R. Sono una tecnologa ed ho grandi aspettative circa la possibilità, in futuro, di avere dei lettori elettronici con la versatilità degli e-book e la consistenza fisica della carta. Solo allora potremo porci la domanda sulla sostituzione dei libri cartacei, ponendo tuttavia la massima attenzione al formato in cui il libro digitale verrà realizzato ed alla conservazione nel tempo degli strumenti necessari per leggerlo.


D. Li utilizzi? Secondo te, quali sono i loro pregi e i loro difetti?
R. Sì, uso l’e-book da tempo ed è stata una rivoluzione nel mio modo di leggere, quella di trovare una referenza interessante e, dopo neanche 5 minuti, poterla sfogliare comodamente da casa dopo averla acquistata online. Nell’acquisto online mi manca il rapporto visivo con le copertine e mi disturba sottilmente constatare che il sito web mi conosce ormai a tal punto da propormi per primo quello che avrei voluto scoprire con calma. Mi piace molto, invece, il minor costo dei libri elettronici, che potrebbe favorire un allargamento dei lettori.



Chi è Luigia Tauro
Lavora da più di 30 anni con le tecnologie dell’informazione, con esperienze significative come Direttore Ricerca e Sviluppo per la Olivetti negli anni ’90 e Direttore IT Governance per un grande gruppo bancario italiano negli anni 2000. Nel 2009 è stata l’unica presidente donna della comunità italiana dei Chief Information Officer. Dal 2014 ha avviato, per la Scuola di Alta Formazione CETIF Academy della Università Cattolica di Milano, un’esperienza di docenza sul tema dell’innovazione digitale per le banche.
Ex paziente oncologica, dal 2013 si occupa di fundraising per una organizzazione nonprofit del territorio senese e di associazionismo attivo in favore delle donne operate di tumore al seno.
Ha sviluppato recentemente la propria presenza sui social media, vincendo nel 2015 il contest “She Factor”, progetto online dedicato al personal branding per le donne. Ha ideato e cura una rivista su Flipboard, dal titolo “Women! dalla parte delle donne” che ha già superato le 400.000 pagine lette.

Chi desidera conoscere meglio Luigia Tauro può visitare il suo sito o la rivista Flipboard, la sua pagina Facebook, il suo profilo Twitter.


 

 

 

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