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Leggere, secondo Ilaria Pasqua


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Una lettrice veramente onnivora…
lo si capisce dai libri “più amati”….








D. Quando vuoi rilassarti preferisci: guardare la televisione, andare al cinema o leggere un libro?
R. Cinema e libri sono per me sullo stesso identico piano. Ho una profonda passione per entrambi, e infatti ho studiato sia cinema che scrittura, tanto per non fare un torto all’uno o all’altro. Solitamente seguo l’umore e il mio stato mentale, ma resta il fatto che in casa amo più leggere, il film lo preferisco sul grande schermo.
La televisione è certamente la terza opzione, ma ammetto di seguire una quantità sterminata di serie tv.

 

D. Dove leggi abitualmente: in poltrona, a letto, alla scrivania? Se potessi scegliere, quale sarebbe il tuo luogo ideale per la lettura?
R. In poltrona e a letto. Perlopiù in poltrona di giorno e a letto prima di andare a dormire. Ma leggo ovunque mi sia possibile: sul treno e sugli autobus, anche se mi sale la nausea, o in piedi, quando non ho un appoggio. In casa però mi piacerebbe avere uno di quei divanetti, un po’ stile inglese, annessi al vano della finestra. Magari… leggerei solo lì, guardando ogni tanto fuori.

 

D. Nel suo famoso Decalogo, al terzo posto, Daniel Pennac sancisce il diritto del lettore a “non finire il libro”: tu hai seguito questo consiglio? Se sì, con quale libro e perché?
R. Devo essere sincera, non mi è (ancora) mai successo, ma sono sicura che prima o poi incapperò in qualche libro indigesto che avrò voglia di frullare dalla finestra.

 

D. Qual è il libro o i libri che più hai amato?
R. E partì la lista… perdonatemi.
Cecità di Jose Saramago, Tempo fuor di sesto di Philip K. Dick, 1984 di George Orwell, Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, Legami di sangue di Octavia Butler, La casa del sonno di Jonathan Coe, Uomini e topi di Steinbeck, La strada di Cormac McCarthy, La collina dei conigli di Richard Adams, Norwegian Wood di Haruki Murakami, Il giovane Holden di J.D. Salinger, “Il signore delle Mosche” di William Golding, “Se questo è un uomo” di Primo Levi, Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde, Il tempo è un bastardo di Jennifer Egan, City di Clifford D. Simak, Dracula di Bram Stoker, La trilogia Queste oscure materie di Philip Pullman e tanti altri…

 

D. Cosa cerchi in un libro? Cosa attira di più la tua attenzione: la copertina, il titolo, l’autore, la bandella con la storia?
R. Il titolo e la copertina sono il primissimo approccio, solitamente finisco per avvicinarmi attirata dai colori, disegni o dal titolo suggestivo, chiaramente anche dall’autore, se vedo un nome conosciuto corro subito a vedere. Questo accade quando vago per una libreria senza meta. La maggior parte delle volte però ho le idee ben chiare, e in mano un’infinita lista da sfoltire. Ultimamente il tempo scarseggia, perciò quelle ore intere in libreria passate a saltare da un libro all’altro, facendosi un po’ prendere dall’ispirazione, sono difficilmente possibili.

 

D. Quale argomento ti appassiona e, secondo te, viene poco considerato dagli editori italiani?
R. Io amo molto la fantascienza di stampo sociologico e gli scenari distopici. In Italia non c’è molta nuova letteratura di questo tipo, come sempre viene considerato un genere di serie b, e io penso ci siano molti scrittori in gamba, il problema credo sia forse un altro: non ci sono i lettori…

 

 

D. E per finire cosa pensi degli e-book? Credi che potranno sostituire i libri cartacei?
R. Apprezzo gli e-book ma non credo sostituiranno mai i libri cartacei. Se succederà, accadrà fra molto, molto tempo. Non siamo ancora pronti per uno scenario del genere.

 

D. Li utilizzi? Secondo te, quali sono i loro pregi e i loro difetti?
R. Li utilizzo moltissimo, li alterno ai libri cartacei. Sono pratici, li posso portare ovunque e soprattutto senza dover scegliere cosa lasciare a casa. Sono più economici, non occupano spazio, e si ha la bellissima sensazione di avere dietro un’intera libreria, però mi manca sempre sfogliare le pagine, così finisco per tornare dai libri cartacei. Per questo ho bisogno di alternarli. Nei viaggi, ad esempio, mi è più pratico l’e-book. La verità è che in casa mia, e in borsa, convivono, come può tranquillamente succedere. Non devo, né voglio, per forza scegliere l’uno o l’altro.

 

 

 

Chi è Ilaria Pasqua
Ha ventotto anni e da sempre un immenso amore per i libri e per il cinema. Ha studiato al DAMS di Roma Tre, dove ha conseguito la laurea triennale e successivamente la specialistica, e poi ha finalmente avuto il tempo per concentrarmi sulla scrittura, più tipi di scrittura. Ha seguito dei corsi di scrittura creativa e di sceneggiatura e si è appassionata sempre più a quest’arte. Cerca di mettere tutta me stessa in ciò che scrive, perché è convinta che la sincerità e la passione siano due degli ingredienti che fanno sì che una storia risulti coinvolgente, viva. Crede che le storie siano fondamentali, perché senza storie non saremmo esseri umani. Ama i libri. Ama il cinema e qualsiasi cosa racconti storie e la faccia sognare.
Il suo primo libro, Il bambino nascosto nel buio, sarà pubblicato presso La Ponga Edizioni a febbraio 2014.
Oltre a scrivere, cerca di portare avanti un blog sul suo sito personale, inoltre collabora con la rivista Recencinema.it



 

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