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Pronto il trasloco per il Salone del Libro

 

aie

L’importante manifestazione si terrà a Milano, lo ha deciso l’AIE. Ma non tutti gli associati sono d’accordo e alcuni se ne vanno. Guerra in vista nell’associazione degli editori?






 

Con uno scarno comunicato lo scorso 27 luglio l’AIE-Associazione Italiana Editori ha reso noto che “Il Consiglio Generale dell’Associazione Italiana Editori (AIE) ha dato mandato al Presidente di procedere alla realizzazione di una joint venture con Fiera Milano per l’implementazione del “Progetto Promozione del Libro”. La nuova società si occuperà di sviluppare attività di promozione del libro a livello nazionale, anche mediante l’organizzazione di eventi fieristici in tutto il territorio nazionale, valorizzando l’interafedericomotta produzione editoriale”.
Tradotto il Salone del Libro si terrà Milano. In altre parole una vera guerra a alla manifestazione torinese e alla Fondazione, anche
se nello stesso comunicato si legge “
L’AIE si augura di poter continuare con le Istituzioni piemontesi e la Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura una collaborazione tesa all’individuazione e alla realizzazione di eventi per lo sviluppo della lettura.”
Parole, in realtà è la solita vecchia guerra tra le due città che riemerge.
In un’altra intervista Federico Motta, presidente dell’AIE, ha precisato che la decisione non è stata presa all’unanimità, ci sono stati favorevoli, contrari e astenuti.


E le reazioni sono arrivate immediatamente: dieci editori se ne sono andati. Per la precisione add editore, Edizioni e/o, Iperborea, LiberAria Editrice, Lindau, Minimum fax, Nottetempo, Nutrimenti, SUR, 66thand2nd hanno lasciato l’AIE perché non si riconoscono nella scelta dell’Associazione. Sette sono del centro-sud e tre del nord.
Raffaello-Avanzini
Nemmeno a
Raffaello Avanzini, amministratore delegato di Newton Compton piace la scelta dell’AIE: «Ero soddisfatto del Salone di Torino ma non ero contrario a Milano. Non mi piace la soluzione finale, due piccoli Saloni in concorrenza tra loro. Ci saranno editori che andranno solo a Milano e altri come i dimissionari, che sceglieranno Torino. Non perdiamo la possibilità di fare un bel Salone per due brutti saloncini».


Fin qui i fatti. Ed ora una domanda: perché?
Forse basterebbero tre nomi a spiegare questa scelta: Mondadori/Rizzoli, Feltrinelli e Longanesi.
Sono maligna se affermo che sulla decisione qualche influenza l’ha avuta la sede milanese dei tre gruppi?
Non credo. Inoltre è da un po’ che c’è nell’aria questo spostamento del Salone, anche se Federico Motta ha tenuto a sottolineare che si cercheranno forme di collaborazioni con Torino, ha rilanciato la fiera romana Più Libri Più Liberi e ha annunciato una manifestazione itinerante nel Sud. Sì avete letto bene, itinerante.

A me sembra una scelta un po’ azzardata, soprattutto considerando che gli italiani non brillano proprio per la loro predisposizione alla lettura. Inoltre, gli editori non stanno proprio bene e si lamentano degli scarsi introiti. Infine, riflettendo sul fatto che le case editrici nel nostro Paese sono piuttosto “avare” con i loro autori, ai quali riservano spesso solo le briciole, non vorrei che ulteriori investimenti si trasformassero in ulteriori risparmi sulle spalle degli scrittori.
Cosa aggiungere? La scelta dell’AIE, che nel 2019 festeggerà i 250 anni di attività e per inciso ha sede a Milano, mi lascia veramente molto perplessa. Non ne comprendo gli obiettivi se non far convergere tutto su Milano che ormai, grazie alla moda e al design, è diventata un polo molto prestigioso e internazionale.
E in effetti, Federico Motta, Filippo Del Corno e Corrado Peraboni, rispettivamente presidente di AIE, di Fiera Milano e Assesserore alla Cultura del Comune, hanno incontrato in questi giorni il sindaco Giuseppe Sala per illustrare un progetto del nuovo Salone del Libro che non ha ancora un nome, si svolgerà a maggio e coinvolgerà tutta la città, rifacendosi all’esperienza del “Fuorisalone”.
Per chi non lo sapesse il “Fuorisalone” è ’insieme degli eventi distribuiti in diverse zone di Milano che avvengono in corrispondenza del Salone Internazionale del Mobile.
Insomma, “business is business”.
Quindi non ci resta che aspettare e vedere cosa accadrà nel 2017.

                               casalettori

Nel frattempo io rilancio un’iniziativa avviata da Casa Lettori su Twitter: #InAgostoLeggo e vi invito a seguire il consiglio, magari non solo un mese ma tutto l’anno.
M.Z.

 

 

 

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