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Lo scrivere e il leggere appesi a un filo

 

scritture

 


Quanto bolle nella pentola decisionale dei ministri europei della cultura riguardo l’IVA sugli e-book rischia di sconvolgere un segmento che coinvolge migliaia di lavoratori.

 

 

È giusto un filo quello che ancora permette lo svolgersi di attività quali il leggere e lo scrivere, e a peggiorare una situazione andata ben al di là della crisi, vi è da anni la discussione dell’IVA per gli e-book, una discussione che da anni arroventa il mercato dell’editoria digitale, con conseguenze dirette anche su tutto il mercato delle pubblicazioni.
La discussione, dopo mesi di tira e molla da parte di singoli Stati o aziende [del quale alcuni hanno approfittato per scavallare le regole europee pur rischiando di incorrere nell’infrazione e nelle relativa penale da parte della UE, e fissando quindi l’IVA relativa ai libri digitali in modo del tutto anarchico], sembra arrivata a un epilogo.


Franceschini
Ieri, il nostro Ministro Dario Franceschini si è incontrato a Venaria (To) con i 28 colleghi europei per stabilire una regola più coerente di quella in vigore. Regola, lo ricordiamo, che prevede per gli e-book un’aliquota IVA del 22%, mentre quella per i libri cartacei, in Italia, è del 4%.
Franceschini, su Twitter, ha scritto: «Posizione condivisa dei ministri europei della cultura nel vertice di Venaria sul diritto d'autore,l'IVA sugli eBook e l'eccezione culturale».
Una frase sibillina?
Molto, soprattutto se consideriamo che -al momento in cui scriviamo- è l’unica trapelata e risale a ben 22 ore fa, quindi alle 14 e 30 circa del 24 settembre 2014.
Altro non è dato sapere, e nulla d’altra parte è stato pubblicato sul sito del Ministero guidato da Franceschini.


Eppure immaginate a quale “rivoluzione” noi tutti potremmo assistere se da un giorno all’altro gli e-book potessero fruire della stessa IVA applicata ai libri di carta.
Un libro che con l’IVA al 22% costa all’acquirente € 12,2, con l’IVA al 4% ne costerebbe solo € 10,4; ciò vuol dire €1,8 di meno su un oggetto del valore di 10 euro: una percentuale davvero alta.
Se vi fate un giro sui principali Bookshop online (a parte Amazon che fa come gli pare) potete constatare che generalmente i prezzi della versione cartacea e dell’e-book sono diversi, e soprattutto molto più bassi (circa del -15%) rispetto a quello di copertina (cioè quello che l’editore stampa sulla copertina di un volume), cioè a quello che vi trovereste a dover pagare in una libreria tradizionale, a meno di trovarvi in un periodo di promozioni. Ora immaginate che razza di terremoto se dall’oggi al domani l’IVA degli e-book dovesse fruire di questo ribasso…
Sono andata a prendere il prezzo cui viene messo in vendita il nuovo libro di Corrado Augias, Il lato oscuro del cuore. Il prezzo di copertina è di €19,00 ma in molti siti Web la versione cartacea è in vendita, in promozione, a €16,15, quindi con uno sconto del 15% mentre l’e-book può essere acquistato ad €9,99. Poniamo il caso, che da domani, l’IVA sugli e-book passi dal 22 al 4%, e quindi l’e-book venga a costare €8,52. Tra il prezzo di copertina (€19,00) e quello dell’e-book con IVA al 4% avremmo quindi una differenza di ben €10,48!!!
Cosa significherebbe?
Che anche i lettori più pigri e tradizionalisti imparerebbero ad usare l’e-reader e ad acquistare e-book, che le ultime libreriegoogle books
‘indipendenti’ abbasserebbero le saracinesche per non riaprirle mai più, e che l’e-book -finalmente- compirebbe la sua ‘rivoluzione’. E la complessa e costosa filiera dell’editoria tradizionale?
Andrebbe a gambe all’aria, creando nuova disoccupazione e sacche di disperazione.
Noi, da anni, lavoriamo per diffondere la Cultura dell’e-book, ma da anni andiamo pure parlando della necessità per il nostro Paese di portare avanti anche in ambito editoriale una seria alfabetizzazione informatica, e ovviamente, insieme a molti altri esperti e guru dell’editoria digitale, siamo rimaste inascoltate. In questo momento sentiamo il dovere di allertare quanti operano in questo segmento, il rischio è una nuova legge, questa volta suffragata dalla UE, che si imponga senza aver preparato le basi necessarie.
Quella che si prospettava come una Rivoluzione necessaria ed auspicabile, in un Paese arretrato e analfabeta come il nostro, rischia di diventare un boomerang. Migliaia di posti di lavoro persi in cambio di una Rivoluzione culturale messa a disposizione solo di un’élite, di una ristretta parte della popolazione.
L’Italia analfabeta emersa dal Dopoguerra, quella che imparava a leggere e a scrivere seguendo le lezioni del maestro Alberto Manzi in tv, con Non è mai troppo tardi, non ha mai avuto nessun insegnante per imparare ad usare computer e software, la maggior parte degli adulti, istruiti o persino laureati, non sanno neppure la differenza tra un File Mobi e un Epub, anzi non sanno neppure che si tratta di un File… Non saprebbero quindi come e dove leggere un e-book, ed apprezzarne quindi la portata “rivoluzionaria”, quello che sarà il futuro del libro anche al di là del semplice testo…
libro-farfallaE chi ci governa, con la consueta faciloneria e superficialità, oggi discute di abbassare un’aliquota dell’IVA senza tenere conto dei contraccolpi che questo produrrà del comparto dell’editoria tradizionale, per coloro che lavorano nella filiera del libro tradizionale. Già siamo un Paese che frequenta pochissimo il piacere di leggere, nel quale scegliere il mestiere di scrittore è considerato al pari di un hobby, visto che in pochi vi si mantengono, figurarsi cosa accadrebbe con una diffusione massiccia di e-book, acquistati perché “convenienti” e ammassati sugli hard disk di computer e sulle memorie di smartphone ma lasciati del tutto inutilizzati…
Il tempo che stiamo attraversando è strutturato in modo complesso, è una ragnatela di interconnessioni e mai come oggi il battito d’ali di una farfalla in Brasile può provocare un tornado in Texas…

Flaminia P. Mancinelli


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