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Parliamo di progresso, curiosità ed editoria elettronica

Salterio diurno XVII secolo


Scrittori ed e-book:
in molti, tra quelli della vecchia generazione,
esprimono diffidenza, quando non addirittura ostilità,
all'editoria elettronica.
Perché? Hanno ragione? 




 

 

 


Qualche mese fa, Milan Kundera, il celebre autore ceco, lanciò i suo strali contro l'editoria elettronica, dichiarando che mai avrebbe consentito agli
editori di trasferire i suoi libri su edizione elettronica. Dopo qualche settimana ecco un altro famoso personaggio della cultura del Novecento, il neurologo Oliver Saks, apprezzato per aver condiviso le sue esperienze cliniche attraverso la sua opera saggistica, attaccare gli e-book sentenziando che nel formato digitale si trovano solo manuali e romanzi spazzatura. E in questi giorni ecco aggiungersi l'opinione di Günter Grass, mostro sacro della letteratura tedesca del dopoguerra che si mantiene tiepido nei confronti degli e-book e dichiara: 

«(...) L'e-book non è una tendenza da impedire. Se i diritti d'autore sono garantiti, ho poche obiezioni. Questo sviluppo però non caccerà via il libro cartaceo. Il libro prenderà altre forme, dovrà di nuovo essere di grande qualità, anche quanto a qualità di carta e stampa. Sarà un oggetto di valore e attirerà un nuovo pubblico.» 
Certo è lo stesso che dichiara di scrivere a mano i suoi libri e di rifiutare qualsiasi tecnologia moderna, compreso il cellulare.

Ma a questo punto torna il pensiero alle due grandi donne e scienziate italiane recentemente scomparse, Rita Levi-Montalcini e Margherita Hack. Due intellettuali di sicuro valore che fino ai loro ultimi giorni hanno studiato e si sono misurate utilizzando quanto la tecnologia contemporanea metteva loro a disposizione. 
Non è infatti la curiosità una delle caratteristiche più evidenti dell'intelligenza? 
Ed è il venire meno proprio di essa, e il ripiegarsi su se stessi con la sola consolazione dei ricordi, uno dei segnali più evidenti della vecchiaia? 
Ma, come per tutto, anche in questo non siamo tutti uguali, c'è chi cede prima, chi si abbandona, e chi invece continua ad essere curioso del mondo che lo circonda. 
Annotiamo, purtroppo, che molti scrittori delle vecchie generazioni si stanno dimostrando miopi nei confronti dell'editoria elettronica. 


Io che di sicuro appartengo alla generazione di mezzo, a quella parte di popolazione che ha studiato sui libri di carta, che per andare oltre poteva solo attingere alle biblioteche, che il computer lo ha visto comparire solo dopo l'università e internet addirittura nella maturità... Io proprio non riesco a comprendere le ragioni filosofiche di tanta avversione, un'avversione che in molti casi si colora di astio. 
Ormai lo vado dicendo da anni, eppure non mi stanco di ripeterlo: l'editoria elettronica rappresenta una meravigliosa opportunità per diffondere la conoscenza. Certo che i manoscritti redatti dagli amanuensi erano splendidi, e che al loro confronto qualsiasi libro successivo tirato a stampa è misera cosa, persino la preziosa Bibbia di Gutenberg impallidisce se paragonata a un codice o ad un'opera miniata del XII secolo.Eppure oggi nessuno ha dubbi in proposito: l'avvento della stampa fu una rivoluzione epocale per lo sviluppo dell'essere umano. 
L'invenzione dell'e-book lascia ipotizzare un'identica rivoluzione, ma ancora una volta assistiamo a una forte opposizione da parte di coloro che detengono i Poteri, quelli della Comunicazione, dell'Economia e della Politica. 
Ed a questi fanno da supporto certi intellettuali, che assumono posizioni discutibili. "Discutibili" perché privilegiano ancora una volta una cultura per le élite, per pochi fortunati o, peggio ancora, una cultura di superficie, incentrata sull'oggetto libro e non sul suo contenuto.

Tra l'altro il Sistema che muove le leve del potere non può permettersi altri errori dopo quello commesso permettendo alle masse di accedere a Internet.
No, non stiamo sviluppando una trita
teoria del complotto, ma ci limitiamo ad osservare i fatti: le ultime spallate a Governi istituzionali, nella cosiddetta Primavera dei gelsomini, sono state rese possibili dalla comunicazione veicolata tramite Internet. 
E gli e-book, tutta l'editoria digitale possono diffondersi senza tema di ostacoli, da e per ogni dove, grazie alla Rete del Web.

Ma, tornando ai libri... Perché un supporto anziché un altro deve generare tanta opposizione, e per di più in persone colte e preparate? Perché un intellettuale stimato come Günter Grass arriva a dire: « Il libro prenderà altre forme, dovrà di nuovo essere di grande qualità, anche quanto a qualità di carta e stampa. Sarà un oggetto di valore e attirerà un nuovo pubblico.».

È tutta sbagliata questa affermazione che privilegia il contenitore rispetto al contenuto.
Noi che amiamo i libri sopra ogni altro oggetto della nostra casa, non li amiamo di per sé, ma perché sono un mezzo attraverso il quale la nostra fantasia incontra su una nuvola d'argento la creazione di uno scrittore, e in quell'iperuranio al di là dello spazio e del tempo, del modo fisico e contingente, noi viviamo l'inimitabile esperienza dell'immaginario.

Mentre leggiamo non esistono più i caratteri né la carta che li contiene, così come si annulla qualsiasi altro referente fisico intorno a noi. Se lo scrittore è bravo, noi ci lasciamo prendere per mano dalla sua narrazione e ci allontaniamo con lui oltre...

F.P.M.



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