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Libri, stato dell'arte

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In questo inizio d'anno proviamo a fare il punto della situazione sull'universo libro. Iniziamo con le nuove tecniche di vendita messe in atto da alcuni gruppi editoriali, per proseguire poi con gli sviluppi in corso nel mercato dell'editoria elettronica...






 

Osservo, da qualche tempo, nuove tecniche di promozione per i libri... e sorrido ma anche mi interrogo, perché l'idea non è male, pur gettando il lettore in una situazione discutibile. Almeno è qualcosa di "nuovo" che il marketing dell'Editoria ha prodotto, oltre al consueto.

Ma veniamo al tema: vedo, da qualche tempo, la pubblicazione di brevi racconti che hanno il ruolo di fungere da antipasto al romanzo "vero e proprio" di un autore. 
publishers
Fino a qualche anno fa, avevamo assistito all'inserimento, nelle ultime pagine di un libro, di una specie di preview del successivo libro dello stesso autore o del brano iniziale di un altro autore che la casa editrice intendeva sponsorizzare. Questo sino a ieri. 
Poi è nato il fenomeno e-book, cioè l'editoria elettronica, che ha offerto altre opportunità. 
Ad esempio il cosiddetto "Assaggio", definito in alcuni casi "Anteprima", ovvero una specie di anticipazione di una decina di pagine o poco più del testo che i lettori possono liberamente leggere (o addirittura scaricare). 
Idea carina che mima quello che nel cartaceo facevano certi depliant fatti da editori o gruppi editoriali che omaggiavano il cliente delle librerie con piccoli estratti dei libri in lancio.

 

Con gli e-book è cresciuto un altro fenomeno, quello dei cosiddetti Self-publisher ovvero quegli scrittori che si "auto-pubblicano" senza passare per il tramite di una casa editrice.
Così per pubblicizzarsi (visto che le regole di Amazon lo permettono) molti di questi hanno preso a distribuire i loro e-book gratuitamente per brevi periodi dell'anno. La ragione? Salire nelle classifiche di vendita stilate dal colosso americano e quindi attirare l'attenzione di altri acquirenti/lettori. 
Altri scrittori (non solo Self) sono stati denunciati da Amazon per aver inserito sotto i propri libri in vendita sullo Store Made in U.S.A. recensioni "tarocche", ovvero commenti positivi "estorti" dagli autori a amici e conoscenti sempre per ottenere maggiore attenzione da racconti-epici
parte del pubblico ai propri lavori.
Queste casistiche unite a un uso un po' troppo disinvolto di grammatica e sintassi rischiano di disaffezionare i lettori, prima ancora di riuscere a fidelizzarli. Peccato, perché tra tanti ci sono anche autori che meriterebbero di essere letti.
A me è capitato, in mezzo a strafalcioni e banalità, tra scopiazzature e scritti insignificanti, di leggere testi che davvero meritavano la collocazione in una prestigiosa collana. Ma la vita, si sa, non paga chi merita ma chi sgomita.

Nel frattempo, leggo sui Social Network, che alcuni autori-fai-da-te [vigente il sistema della "resa"] si sono persino visti tornare indietro il loro e-book e sono stati costretti a restituire i soldi incassati... sic!


Intanto accade che case editrici e Gruppi editoriali di tutto rispetto hanno iniziato a chiudere o, in altri casi, comunque a ridurre le loro collane e/o i loro negozi, denunciando un calo delle vendite insostenibile, mentre...
Mentre dalla nostra Italia, una delle più estreme province dell'Impero, assistiamo alla Guerra in corso: una Guerra che ci compone di diverse, altrettanto sanguinose battaglie. (cfr. leggi articolo dedicato →)

E tutto per cosa?
Per avere il predominio sulle vendite!

 

Già c'è Amazon che lavora da anni nel mercato librario e, con l'avvento degli e-book ha cercato di mantenere una posizione di predominio, anche a costo di imporre ai suoi acquirenti l'uso di un formato proprietario che, se corredato dal celebre DRM [il lucchetto posto a protezione del Copy], rende impossibile la lettura degli e-book su e-reader diversi dal famoso Kindle made in Amazon.

e-bookBIG
Apple
, forte della sua posizione nel mercato dei desktop e dei laptop, e poi della telefonia cellulare e dei tablet, non ha tardato molto a entrare in una battaglia (a base di tagli dei prezzi) contro Amazon. Il suo portale per lo Store, iTunes, intanto continua a veder crescere i suoi fatturati ;)

In Italia, dopo anni di torpore, il Gruppo Mondadori si è improvvisamente destato dal letargo ed ha organizzato la sua macchina bellica corredando la filiera di vendita, sul modello di Amazon, non solo di un e-reader (il Kobo) dedicato, ma preparandosi al gioco "duro" anche con un formato proprietario, il Kebub con DRM come per il Mobi di Amazon...

 

Quindi le tecniche di vendita dei grandi Gruppi stanno mettendo gli aculei, ed a breve per Leggere occorrerà ottemperare a tutta una serie di incombenze, compresa una laurea in ingegneria informatica!

Lasciate fare all'essere umano, alle sue ideologie asservite al Profitto e vedrete come una possibile Rivoluzione culturale (quella dell'e-book), se nessuno interviene a regolamentare la materia, si trasformerà in breve in una Dittatura culturale, dei soli noti su tutti noi.

Abbiamo una possibilità di invertire la rotta?

Esiste una qualche contromisura per mantenere, ed anzi diffondere, quanto di interessante e importante era insito nell'avvento dell'editoria elettronica?

Io credo di sì, ma si tratta di rimboccarsi le maniche e con forza e altruismo darsi da fare a diffondere la "conoscenza", abbattere le barriere dei "non so" "non ci capisco niente", e spiegare alle persone che così come un tempo veniva usato e sfruttato, e alimentato, l'analfabetismo, oggi accade lo stesso con il Gap informatico.

Nei luoghi di lavoro, dove l'uso del computer si rende necessario, agli impiegati (nella maggior parte dei casi, le eccezioni sono rare aziende illuminate... sic!) viene insegnato il minimo necessario, quelle 20/30 azioni che devono compiere per compilare un Format, per registrare qualche dato. Per il resto: silenzio. Le varie riforme della scuola che si sono intentate in questi decenni hanno postulato l'ingresso di computer e tablet nelle aule scolastiche... sulla carta. Perché poi i fondi non sono arrivati e la Casta dell'editoria scolastica ha remato contro, impedendo l'evoluzione. 
Rari o del tutto assenti i corsi di informatica per gli insegnanti, di ruolo o precari.
Quindi poco o nulla abbiamo da sperare nelle nuove generazioni che saranno bravissime e velocissime nei videogiochi e sui social network, ma solo per meriti personali, non certo perché le istituzioni scolastiche di questo Paese si sono prese il disturbo di "formarli".

 

E vi chiedete perché?
Perché queste bellicose tecniche di vendita, perché questo analfabetismo covato dalle Istituzioni?

F.P.M.



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