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LEGGERE: il dramma della scelta

biblioteca







Librerie e store online, supermercati. 
Libri, dispense, e-book, audiolibri...



 

Con l'avvento dell'editoria elettronica prima e con il diffondersi degli autori Self publisher poi, che spesso promuovono i loro scritti diffondendoli gratuitamente, il Lettore medio è sempre più dilaniato dal "dramma della Scelta".

Parlo di Lettore medio, perché il Lettore "forte" generalmente segue, nella successione delle sue letture, un percorso logico ben organizzato, ha in casa montagne di volumi che attendono il loro turno e, difficilmente, si fa ammaliare dalla pubblicità esplosiva con la quale è commercializzato l'ultimo Best Seller d'oltreoceano.

In questo momento io sto pensando a quello che Virginia Woolf definiva il Common reader (Il lettore comune), cioè a coloro che acquistano a seconda del loro consumo: finiscono un libro e vanno a cercarne uno nuovo. Oggi, per loro, si è accresciuto "il dramma della scelta".

Infatti vi è una marea non solo di pubblicazioni che si propongono all'interesse di un ipotetico lettore, ma anche di recensioni che svolgono il compito di allettare, con i loro giudizi accattivanti, il Lettore indifeso. Tanto per capirci: un tempo per acquistare un libro c'erano solo le librerie e le recensioni le si trovavano su quotidiani, settimanali e riviste di settore. 
Poi i libri sono usciti dalle loro sedi consone e abbiamo cominciato a trovarli tra scatolette di tonno e lattine di birra, nei supermercati, tra raccomandate e valori bollati, negli uffici postali e in tabaccheria, e poi... anche nei distributori automatici in stazioni ferroviarie e metrò.

E le recensioni hanno iniziato a straripare dal Web, dalle mille pagine di Blog e social network, mentre la stessa Rete si proponeva come rivendita onnipotente (perché al di là di limiti spazio temporali) sia di tradizionali libri cartacei sia di quella straripante modalità che definiamo "editoria elettronica".

Un'offerta editoriale che non si era mai vista né che potevamo immaginare, una quantità di recensioni che è impossibile anche solo "assaggiare"... Ne leggiamo una o due righe e poi andiamo oltre, alla successiva. E dato che, come nei politici, anche nei recensori allignano -spesso- la collusione e la corruzione, neppure in loro possiamo più confidare.

Che fare?

Come scegliere?

Le mie, purtroppo, non sono domande provocatorie.

E a conclusione di questa breve nota non sono qui pronta a rifilarvi un suggerimento per una lettura d.o.c.

No.

Restano solo quelle domande e la contemplazione dell'insostenibile dramma della scelta.

Leggere?

Flaminia




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