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In ambito e-book, un Trust che avanza senza clamore…

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 Cosa accade nella galassia e-book
 quando per "aprire un libro" le 
 piattaforme di distribuzione
 si trasformano in "insegnanti"???!

 

Quando voglio rilassarmi un po’ prendo la via del Web e mi concedo il piacere di girellare per portali di news e Blog, leggendo notizie e spigolature in modo un po’ anarchico. Questo mi permette, alla fine, di raccogliere impressioni e punti di vista davvero interessanti, molto al di là di quanto mi sarebbe possibile se la mia lettura si limitasse ad un’unica fonte.

Così, vagolando sulla Rete, sono arrivata su una piattaforma di distribuzione di editoria digitale. È un settore ancora molto arretrato in Italia [vuoi per la celebre Agenda digitale, sempre citata e mai messa all’ordine del giorno dai nostri governi, vuoi per il poco amore del nostro popolo per la lettura], ma negli ultimi mesi, da quando cioè Amazon ha iniziato un’azione di marketing più pressante e a ruota l’ha seguita il cacciatorpediniere Mondadori, qualcosa pare abbia iniziato a muoversi.

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Ma il basso livello di alfabetizzazione nostrano è un gap con il quale bisogna comunque fare i conti, e allora su queste piattaforme per la commercializzazione di e-book sono allestiti dei mini-corsi che hanno lo scopo di istruire gli utenti sui principi base dell’editoria digitale: cos’è un e-book, in quali formati può presentarsi, su quali device può essere utilizzato, quali programmi sono necessari per aprirlo/leggerlo, ecc… Ce n’è abbastanza, in effetti, per allestire un piccolo corso di informatica, visto che ogni step necessita di ulteriori conoscenze. Per un utente del tutto a digiuno, che fino a ieri ha letto i suoi libri nel classico formato cartaceo, al quale un amico ha decantato le meraviglie dell’editoria digitale, il gap da colmare è evidentemente consistente, e io non sono affatto convinta che qualche mini-corso qua e qualche essenziale introduzione là possano risolvere.
Mi piacerebbe, anzi, che il nostro caro primo ministro, che dimostra un’eccezionale confidenza con Twitter ma non solo, favorisse l’avvio (insieme alla sempre mai troppo invocata banda larga) di corsi no-profit a diffusione capillare su tutto il territorio nazionale. Un sogno? Ognuno dev’essere libro almeno di sognare…

Nell’attesa che Matteo Renzi, o della Speranza, compia il miracolo, io continuo a vagolare per il Web e oggi mi ha colpita quanto sta accadendo, ad esempio, sulle pagine di uno di questi minicorsi per aspiranti acquirenti di e-book. Silenziosamente si sta imponendo una forma di Trust che, proprio perché sembra riguardare solo una nicchia di mercato, può apparire trascurabile, ma che tale non è. Non lo è affatto.


Il Trust che avanza
L’e-book in pratica è una specie di archivio Zip che ha al suo interno file di diversa natura; per aprirlo e leggerlo occorrono programmi specifici.
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Per esemplificare, in modo un po’ grossolano, è come per tutti i file che un utente ha sul proprio computer (o tablet o smarthphone): se non si dispone di un programma “dedicato” a quello specifico tipo di file, non è possibile aprirlo…
A questo punto, nei minicorsi per l’editoria digitale, i responsabili delle piattaforme [chi in modo più essenziale e chi in modo più approfondito] dedicano un po’ di Bit a spiegare che l’appellativo e-book, in realtà, è una generalizzazione, tant’è che non esiste un file denominato e-book. Nessuno, ad oggi, ha mai visto un documento libro.ebook mentre a molti sarà capitato di scaricare sul proprio device file libro.epub libro.mobi. Così alcuni di questi minicorsi, di cui sopra, passano a spiegare che alcune piattaforme distribuiscono i loro e-book utilizzando il cosiddetto formato universale (l’epub) mentre altre utilizzano formati “proprietari” (come il mobi). Il tema dei “formati” lo abbiamo affrontato in un altro articolo [vai alla pagina], 
e qui, oggi, vogliamo occuparci di un’altra Underline ovvero del tema del Trust.
Sul vocabolario Treccani online leggiamo quanto segue:
TRUST: Coalizione di imprese e società similari che si fondono insieme in un complesso economico a direzione unitaria, al fine di ridurre i costi di produzione e battere la concorrenza, con un largo aumento del profitto e un controllo parziale o totale del mercato (si distingue dal cartello, che concerne solo il controllo dei prezzi e delle quote di mercato ma non comporta integrazione): un grande t. internazionale; leggi, provvedimenti anti-trust, interventi normativi attuati dai governi (fin dalla fine del sec. 19°) per impedire intese tra imprese concorrenti o posizioni di monopolio sul mercato di singole imprese le quali, eliminata la concorrenza, potrebbero orientare unilateralmente la politica di mercato in un determinato settore. [Treccani online]

 

Perché parlare di Trust? A quale proposito?
Al momento in cui scrivo, io non so se esistano –e nel caso quali siano- gli accordi tra queste piattaforme di distribuzione e Adobe, ad esempio… Ma resto spiacevolmente colpita dal notare che agli utenti del minicorso viene caldamente e univocamente consigliato l’utilizzo del software Adobe Digital Editions.
A parte le “complicanze” (ottenimento di un ID valido per scaricare software dal sito di Adobe) cui assolvere per ottenere l’ambito programma di lettura, io mi domando: perché?
Perché un utente che vuole aprire/leggere un e-book, in formato epub, dovrebbe scaricare e installare sul proprio computer il software della Adobe che è sì gratuito, ma che comunque presenta molte limitazioni alla libera fruizione di contenuti digitali?
Non c’è un’alternativa?
Senza Adobe Digital Editions un utente non è in grado di fruire in modo adeguato di un e-book?
A queste domande, io posso rispondervi che esistono diversi programmi sia gratuiti e Open Source (corredati di localizzazione in lingua italiana) che chiunque può downloadare sul proprio computer, grazie ai quali aprire e leggere tutti gli e-book che desidera… E allora la domanda successiva è di nuovo un lapidario Perché?
Già perché certe piattaforme di distribuzione di contenuti digitali consigliano ai propri utenti l’utilizzo di Adobe Digital Editions?
E perché in modo esclusivo, senza neppure prendersi il disturbo di scrivere che esistono delle alternative (gratuite o addirittura gratuite ed Open Source) installabili direttamente (senza la necessità di un invasivo ID o di altre invasive procedure) che oltretutto risultano più leggeri e più performanti?
Perché?
I più giovani, di certo, non possono ricordare quando nei primi decenni dell’ICT fu creato e diffuso il famoso PDF (Portable Document Format); ciò avvenne grazie, appunto, ad Adobe Systems nel 1993, ma ben presto arrivò la resa dei conti: il programma era fruibile gratuitamente solo per la “lettura”, se si rendeva necessaria la modifica di “una virgola”, occorreva acquistare Adobe Acrobat. Negli anni successivi, fortunatamente, l’Open Source risolse il problema, corredando i propri software liberi di questa funzione. Oggi assistiamo al risveglio di molte coscienze, gli utenti del Pianeta Blu hanno iniziato a comprendere che l’Informatica è un mezzo di evoluzione e di sviluppo che dev’essere messo a disposizione di tutti nelle sue opportunità di base.
Questo significa che l’utente non deve essere messo nella condizione di poter utilizzare un software di base solo pagando. Se devo scrivere un documento, se devo usare un’immagine e, appunto, se devo leggere/modificare un e-book, io devo poterlo fare con programmi rilasciati in forma totalmente gratuita.
Io non pretendo, sia chiaro, di utilizzare un software altamente professionale/specializzato senza pagare coloro che lo hanno creato, ho troppo rispetto per il diritto di copyright per pensarla diversamente. Ma, ancora, mi domando: visto che esistono anche altri programmi che consentono di aprire e leggere e-book (documenti di editoria digitale), perché non citarli?

 

Il Trust cattivo è sempre dietro l’angolo, purtroppo, e diffondere la conoscenza di ciò che esiste di alternativo è un nostro dovere, sano e giusto… J
F.P.M. 

Per chi fosse interessato a provare software alternativi (e molto collaudati)
ad Adobe Digital Edition, consigliamo di dare un’occhiata questo:

spesso si parla di Calibre solo come di un valente "traduttore di formati", 
dimenticando la sua funzione di "lettore"...

 




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Commenti   

 
+1 #1 online womens 2014-03-26 17:40
Thank you for any other excellent article. The place else may just anyone get that kind of
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