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Scherzetti di penna

 

punti-interrogativi
Lo scrittore non è soltanto colui che scrive una storia avvincente e appassionante, deve conoscere anche molto bene la lingua, la lingua italiana nel nostro caso. Soprattutto quando si tratta si autori indie…







Lo scrittore non è soltanto colui che scrive una storia avvincente e appassionante. Chi si impegna nella redazione deve conoscere anche molto bene la lingua, la lingua italiana nel nostro caso, allo stesso modo in cui un qualsiasi artigiano deve essere consapevole delle particolarità dei ferri del mestiere a sua disposizione.

Un tempo l’autore poteva permettersi qualche piccola manchevolezza linguistica, esigua distrazione giustificata dal fatto di essere troppo concentrato a seguire la narrazione. La successiva revisione editoriale, messa a disposizione dalla Casa avrebbe consentito di pubblicare un testo “pulito”, scevro da ogni refuso o errore più importante.

All’autore indie tutto questo non è concesso. Sicuramente egli potrà e dovrà contare su revisioni a posteriori della sua opera da parte di professionisti esterni ma sarà suo interesse produrre un testo originario quanto più corretto possibile, per tanti motivi, primo fra tutti quello economico. Meno lo scritto avrà bisogno di interventi di revisione, minore sarà la spesa per renderlo “presentabile” alla pubblicazione.

A ciò si aggiunge che l’autore indie è responsabile a tutto tondo dell’opera prodotta: sarà soltanto il suo nome a comparire sulla copertina e sul frontespizio virtuale del libro. A lui dunque spettano maggiori obblighi.

A prescindere da tutto ciò, rimane senza dubbio la serietà di ognuno nell’impegno ad offrire uno scritto perfetto.

Nella rubrica “eBook d.o.c.” ci si propone di affrontare anche la delicata questione inerente allo scrivere correttamente. Non ci si può assumere la pretesa presuntuosa di un ripasso della grammatica italiana ma ci si augura di riuscire a fornire qualche consiglio utile a chi si accinge a mettere in ordine le parole sul foglio.

Quali sono i dubbi riguardo alla lingua che più frequentemente attanagliano chi è impegnato a trasporre sul foglio i propri pensieri?

L’esperienza nel gruppo dei Pionieri del self italiano mi ha permesso di catalogare quelle che sono le perplessità di tipo linguistico più ricorrenti. Al primo posto troviamo l’uso del congiuntivo, sia relativamente alla scelta giusta del modo, sia per quel che riguarda i tempi. Seguono quindi le esitazioni sulla punteggiatura, soprattutto quelle riguardanti le pause delle virgole e del punto e virgola.

Abbiamo inoltre affrontato il problema della resa del discorso in maniera più “veloce” con l’utilizzo della paratassi o quella più articolata che preferisce la ipotassi.

Questi sono solo alcuni dei dubbi che spesso hanno alimentato le nostre discussioni.

Per questo motivo si è avvertita la necessità di archiviare le notizie emerse, all’interno di pagine fisse da poter consultare all’occorrenza.
Concetta D’Orazio





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