In ottemperanza alla direttiva UE sulla riservatezza, ti informo che questo sito usa i cookie per gestire autenticazione e navigazione e per altre funzioni di sistema. Cliccando su Acconsento accetti la registrazione di questi cookie nel tuo computer. Se non accetti, alcune funzioni del sito saranno inibite - A cosa servono i cookies? Clicca per scoprirlo

Hai deciso di non utilizzare i cookies. Questa decisione puo' essere cambiata

Hai accettato di salvare i cookie sul tuo pc. Questa decisione puo' essere revocata

Perché e-book d.o.c.

e-reader33

 


Perché e-book d.o.c.

Siamo circondati da e-book! 
Sì, siamo pieni di e-book e abbiamo le bacheche dei social zeppe di sedicenti scrittori. Se consideriamo il fatto che troppo spesso ci lamentiamo della situazione drammatica del livello culturale nel nostro Paese potremmo dire che, vista l’abbondanza di scritti e di persone che utilizzano “la penna”, forse non siamo messi così male per ciò che concerne l’esperienza intellettuale.


 

Ogni medaglia, si sa, ha il suo rovescio. Se tanti scrivono non è detto che tutti sappiano cosa scrivere e soprattutto che ognuno sia abile a mettere in fila le parole. E non dico queste cose in maniera presuntuosa. Non ho nessuna qualità e nessuna ragguardevole esperienza per comportarmi da saccente, in questo campo, vale a dire quello della attività editoriale, sia essa autonoma o patrocinata da addetti ai lavori per tradizione e competenza. Quello che vado affermando mi viene suggerito solo da una consapevolezza acquisita in più di un anno e mezzo di frequentazione degli ambienti del selfpublishing. Ho imparato, in questi mesi, quanto sia difficile, per chi si accosta alla pubblicazione “in proprio” gestire tutto l’iter del lavoro che prevede che il prodotto finale, il libro digitale, sia perfetto dal punto di vista dell’impaginazione e della resa grafica finale.  

Ho assistito, purtroppo, anche ad un venir meno dell’attenzione per la qualità di quel che si è prodotto, vale a dire lo scritto vero e proprio, forse perché troppo impegnati ad occuparsi di fatti esterni a quella che dovrebbe essere la principale preoccupazione di ogni autore: scrivere bene.

Sulla base della coscienza che ho maturato, sono arrivata a una sgradevole conclusione: quando l’offerta, nel nostro caso la scrittura, è tanta, la qualità, quella relativa agli e-book in circolazione, è limitata.e-book33

Chi soffrirà maggiormente per questa situazione? La cultura, nell’accezione più ampia del termine. Il rischio che tutta l’economia intellettuale italiana sta correndo, in seguito a questa abnorme diffusione di incontrollata e guasta parola scritta, è quello di accomunare tutti coloro che mettono giù parole, belle e meno belle, in un’unica categoria, quella degli “scriventi”, proponendo per questo termine un senso volutamente, ahimè, poco pregevole. 
L’immagine che tutti gli appassionati di scrittura -che pubblicano in maniera autonoma- ne ricaverà sarà, lo è già, deleteria.


Difficile riemergere da questa idea mortificante che i più si sono fatti intorno al cosiddetto “scrittore self”. Idea aggravata dal fatto che attualmente tutta ciò che riguarda la letteratura digitale, dal modo in cui poterne usufruire ai luoghi dove acquistare, viene visto e vissuto nella più completa confusione, diversamente da quanto accade all’estero, dove la realtà dell’auto-pubblicazione è già ben radicata ed accettata.

Cosa deve fare un autore per riacquistare la dignità, perduta prima ancora di mettersi a scrivere, per il fatto che verrà accomunato a chi non ha interesse ad offrire un prodotto (e-book) perfetto? La risposta non è banale ma è naturale: deve concentrarsi su ciò che scrive e su come lo scrive.

Se l’e-book stenta a trovare credibilità, in compenso si sono subito affermate tante nuove “mode” per promuovere i libri. C’è chi dice che bisogna pubblicizzare al meglio e che è assolutamente necessario corredare il libro di digitale di una presentazione a video (e-booktrailer), chi consiglia siti e gruppi sui social. Se queste cose, tutto sommato, non danno fastidio, tuttavia mi viene d’istinto ricordare un fatto fondamentale: avete voglia a far questo o quello, correre di là, affannarvi di qua, seguire appuntamenti con ricchi premi e buffet! Il libro, prima di ogni atra cosa, deve essere scritto con criterio, responsabilità e preparazione.

Preferire l’apparenza alla sostanza significa dare un calcio alla tradizione letteraria che ci ha contraddistinto. Almeno fino ad oggi.

Questa rubrica, e-book d.o.c., nasce proprio dall’esigenza di fornire i consigli giusti a coloro che hanno deciso di “sfruttare” le capacità di mettere per iscritto una storia, al fine di ottenere un risultato completo, capace di competere con i prodotti dell’ “editoria illustre”, per linearità e completezza di contenuto, per correttezza di forma espositiva. 
Un progetto ambizioso? Sicuramente. Non mi piace accettare l’idea che la nuova forma editoriale, quella del selfpublishing, debba rimanere solo un episodio da studiare e subito accantonare. Da tanti mesi ormai, molti di noi, che hanno pubblicato in formato e-book, mettono davvero l’anima non tanto per riuscire a far sentire le proprie voci quanto per arrivare far leggere ed apprezzare i propri scritti.

 

leggereonline-33
Questa rubrica non vuole proporre appuntamenti di discussione determinati secondo uno schema precostituito, definiti a tavolino anticipatamente. La realtà degli autori self (indie) è in continuo divenire. In maniera quasi quotidiana ci troviamo ad affrontare problematiche disparate che riguardano l’impaginazione, la resa grafica, i metodi di pubblicazione e la conversione dei nostri file. Per questo motivo questo spazio virtuale sarà “aperto” e sottoposto ad aggiornamento ogni qual volta si avvertirà la necessità di fornire informazioni. 
Si privilegeranno argomenti che avranno contenuti di utilità all’affinamento della qualità dei testi: problemi inerenti alla “produzione” digitale e alla composizione del testo. 
A questi saranno affiancati articoli di utilità per le nuove e vecchie leve del selfpublishing.

Concetta D’Orazio


N.B. per contattare Concetta D'Orazio
       scrivi un'e-mail a  la redazione 


Barra-libri




Share

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Venerdi, 20 Ottobre 2017 10:52:22

 

Anatomia-slogan265

vai

 

editoria-digitale
vai →

 

 

aEa

vai

free-ebook

vai 

 

 

I blog di LO

Esegui Login o registrati




 


siamo qui grazie a :
AGISLAB-MI 
 


MarinaMayer sett2012

Il Blog di Marina Mayer
vai → 

La Profezia della Stella  

 

 


Pensieri che condividiamo
Wilde-pensieri 
 Non esistono libri morali o immorali. 
I libri sono scritti bene o scritti male. 
Questo è tutto.
Altri...    —leggi 

 


Save the Children
save-the-children 
 Sempre
→ se vuoi →
cosa possono fare i tuoi
80 centesimi al giorno